Adidas verso Red Bull dal 2027: possibile accordo da circa 27 milioni a stagione

Adidas, dopo l'arrivo in F1 con Mercedes e Audi, sarebbe pronta a proporre le sue tre strisce a Red Bull per il 2027; l'operazione include bozzetti già presentati e un'offerta economica significativa

Negli ultimi anni il mondo della Formula 1 non è stato solo pista e motori, ma anche vetrina per grandi marchi sportivi. Adidas ha fatto il suo ingresso ufficiale nel paddock con la fornitura a Mercedes e la collaborazione con Audi, e ora, secondo quanto riportato dalla stampa, starebbe guardando oltre: l’obiettivo sarebbe Red Bull per la stagione 2027. La notizia parla di un’intesa negotiationale che prevederebbe circa 27 milioni di euro all’anno per un impegno minimo di tre anni, cifra che si allinea a quanto già corrisposto ad altri top team.

Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale: interrogata, l’azienda ha preferito non commentare le voci. Tuttavia, le indiscrezioni sottolineano che i colloqui sarebbero avanzati e che, oltre agli aspetti economici, è già stato avviato il lavoro creativo: bozzetti per la collezione 2027 sarebbero stati presentati al team austriaco. Se il passaggio si concretizzasse, cambierebbero non solo i loghi sulle tute, ma anche gli equilibri tra i fornitori che presidiano il paddock.

Perché questa scelta ha senso per Adidas

La possibile estensione del rapporto a Red Bull si inserisce in una strategia più ampia: consolidare un portfolio di squadre di vertice per aumentare visibilità e sperimentazione. La F1 è percepita da Adidas come un laboratorio di comunicazione e prodotto, dove sperimentare tessuti, dettagli tecnici e immagine del marchio. In questo contesto le tre strisce diventano non solo un elemento estetico, ma uno strumento di posizionamento globale.

Aspetti economici e contrattuali

Secondo le fonti, l’offerta proposta a Red Bull si aggirerebbe intorno ai 27 milioni di euro a stagione, con una durata minima di tre anni. Questi numeri, se confermati, dimostrerebbero che Adidas è pronta a investire somme comparabili a quelle destinate a Mercedes e Audi. La struttura dell’accordo, oltre alla fornitura tecnica, contempla diritti di immagine e opportunità commerciali legate al merchandising e alla comunicazione durante i weekend di gara.

Effetti sul mercato dei fornitori

Una mossa di questo tipo avrebbe ripercussioni immediate sulle altre aziende che vestono i team di F1. Attualmente, secondo le ricostruzioni giornalistiche, Puma mantiene una forte presenza tra i top team e Castore è l’attuale fornitore diretto di Red Bull, oltre a vantare rapporti con squadre come Haas e Alpine. Un passaggio di casa a Red Bull indebolirebbe la posizione di Castore, che ha già visto interrompersi altri rapporti in passato, mentre rafforzerebbe la competizione tra Adidas e Puma nel segmento motorsport.

Implicazioni per squadre e tifosi

Dal punto di vista delle squadre, il cambio di fornitore comporta aggiornamenti tecnici e logistici: tute, capi di rappresentanza e linee di merchandising devono essere riprogettati e prodotti. Per i tifosi significa nuove collezioni, possibili collaborazioni esclusive e una diversa estetica in pista. La presenza di un altro grande marchio come Adidas aumenterebbe inoltre la pressione competitiva in termini di design e innovazione tessile.

Design, sperimentazione e identità

Uno degli aspetti più rilevanti segnalati riguarda il lavoro creativo già avviato: i bozzetti mostrerebbero un’interpretazione fedele all’identità di Red Bull, con il colore blu come base e accenti moderni che reinterpretano il look tradizionale. Le iconiche tre strisce di Adidas dovrebbero comparire in modo riconoscibile sulle tute e sui capi tecnici, offrendo al contempo nuovi dettagli funzionali testati in gara. La F1 è infatti vista da Adidas come un banco di prova per innovazioni che possono poi migrarne nel retail.

In conclusione, se le indiscrezioni dovessero trasformarsi in annuncio formale, la partnership tra Adidas e Red Bull avrebbe il potenziale di rimescolare gli assetti del paddock, tra investimenti economici, strategie di immagine e competizione tra fornitori. Resta da vedere come evolveranno le trattative e quali scelte faranno gli altri attori del settore per difendere quote di mercato e visibilità.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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