Il 15 settembre a Parigi è stata svelata la nuova edizione della classifica The 50 Best Hotels per il 2026. L’evento, cui hanno partecipato più di 800 professionisti del settore, ha ristretto la lista a 50 strutture distribuite in 22 territori su sei continenti, confermando il mutamento del concetto di luxury benessere, alta gastronomia e sostenibilità sono ora al centro della valutazione.
Rosewood Hong Kong conferma il primato nella classifica 2026
Per il secondo anno consecutivo l’imponente torre di 43 piani di Rosewood Hong Kong occupa il podio d’onore. Con 413 camere, undici bar e ristoranti, e la celebre spa Asaya la struttura offre una vista panoramica sul Victoria Harbour firmata dal designer Tony Chi. Il risultato ribadisce la predominanza dell’Asia nelle posizioni di vertice, dove si aggiungono Capella Bangkok (2°) e Four Seasons Bangkok at Chao Phraya River (3°). Il successo di questi hotel è spesso attribuito a un mix di architettura avanguardistica e servizi su misura per una clientela globale.
L’Italia conquista posti d’onore: Passalacqua e altre perle
Tra le prime dieci posizioni, l’Italia segna la sua presenza più forte con Passalacqua sul Lago di Como, piazzato al quinto posto e insignito per il terzo anno consecutivo del premio Best Boutique Hotel. Al dodicesimo posto troviamo il Four Seasons Firenze, seguito da Casa Maria Luigia a Modena (18°) e da altri prestigiosi indirizzi come Bulgari Roma (32°) o Portrait Milano (39°). La classifica estesa (51-100) ha inoltre rivelato un record storico: 15 hotel italiani, il numero più alto di qualsiasi nazione, spaziando da San Pietro di Positano a Castiglion del Bosco in Val d’Orcia, fino al Forestis nelle Dolomiti. Questa diversità geografica dimostra la capacità del Paese di coniugare storia, arte e natura in offerte di ospitalità di lusso sempre più personalizzate.
Il caso Four Seasons Firenze
Il direttore generale Massimiliano Musto ha descritto la filosofia del Four Seasons Firenze come una “Golden Rule”: trattare gli ospiti come si vorrebbe essere trattati noi. La costanza nell’offrire esperienze memorabili, dal cuscino perfetto al tavolo ideale nel ristorante stellato, è ciò che differenzia un hotel eccellente da una mera struttura di classe mondiale.
Critiche e dubbi sulla metodologia dei 50 Best Hotels
Non tutti accolgono con entusiasmo la classifica. Alcuni osservatori evidenziano la mancanza di criteri trasparenti: una giuria di 800 esperti deve scegliere tra circa 2 milioni di strutture ricettive, il che rende inevitabile la formazione di “lobby” e campagne di marketing intensivo. Le grandi catene – Rosewood, Four Seasons, Aman, Capella – tendono a predominare grazie a budget dedicati alle relazioni pubbliche. Anche hotel indipendenti di alto profilo, come Passalacqua hanno dovuto investire fortemente in comunicazione per emergere. Inoltre, un calo di posizione nella classifica non implica una perdita di qualità, ma spesso riflette una minore spesa promozionale.
Le nuove Chiavi Michelin: le eccellenze italiane nel 2026
Parallelamente, la guida Le Chiavi Michelin ha pubblicato la sua edizione 2026, assegnando 224 chiavi a strutture italiane – il più alto nella Europa, davanti a Francia e Regno Unito. Tra le nuove entrate a due chiavi figurano Vetera MateraThe Carlton Rocco Forte a Milano e Villa Treville a Positano. Unico con tre chiavi è Airelles Palladio Venice che ha anche ricevuto il premio Apertura dell’Anno. Altri premi includono Borgo Santandrea ad Amalfi, Collegio alla Querce a Firenze e Villa d’Este sul Lago di Como. Queste riconoscenze confermano che l’Italia non solo eccelle nella classifica dei 50 Best, ma sta anche consolidando la sua leadership nelle valutazioni più tradizionali del settore.
Sostenibilità e innovazione tra gli hotel premiati
La sostenibilità è diventata un criterio decisivo: l’esempio di Chablé Yucatán in Messico, che alimenta il 60 % del consumo con pannelli solari, ha valso l’Eco Hotel Award. Anche in Medio Oriente, Atlantis The Royal di Dubai, classificato quarto, combina lusso estrema con iniziative ecologiche. In Italia, molti alberghi integrano pratiche green, ma il vero punto di forza resta l’abilità di fondere storia e innovazione creando esperienze di benessere totale per una clientela internazionale.



