L’industria della moda si trova ad un bivio cruciale. Da un lato, l’intelligenza artificiale promette innovazione e efficienza, dall’altro solleva questioni etiche e creative. Due esperte, Emily M. Bender e Alex Hannahanno recentemente pubblicato un saggio che invita a riflettere sull’impatto dell’AI nel settore.
Bender, docente alla Washington Universitye Hanna, direttrice della ricerca presso il Distributed Artificial Intelligence Research Institute (DAIR)mettono in guardia contro l’adozione acritica delle tecnologie AI. Nel loro libro L’inganno dell’intelligenza artificialele autrici analizzano come l’AI possa influenzare negativamente la giustizia sociale, la democrazia e, in particolare, l’arte e la creatività.
L’adozione dell’AI nel settore moda
In Italia, il settore moda sta abbracciando l’AI con entusiasmo. Secondo i dati EY Italy AI Barometerl’uso dell’AI è aumentato del 34% nell’ultimo anno. Istituzioni come l’Istituto Marangoni e l’Università IED Milano hanno introdotto programmi formativi che integrano l’AI nel design e nella comunicazione moda.
L’Istituto Marangoniad esempio, ha lanciato un nuovo corso per professionisti che include moduli dedicati all’AI generativa e alla produzione di contenuti digitali. Collaborazioni con aziende come The FabricantHeuritech e Versy supportano questa nuova didattica, con l’obiettivo di formare esperti in grado di utilizzare l’AI per creare esperienze virtuali immersive.
Le critiche degli esperti
Nonostante l’entusiasmo, Bender e Hanna esprimono preoccupazioni significative. Bender afferma che il futuro immaginato dalle aziende tecnologiche non è l’unico possibile. Le due esperte sottolineano che l’AI potrebbe minacciare la creatività umana e il ruolo degli stilisti, riducendoli a semplici curatori di contenuti generati da algoritmi.
Hanna aggiunge che la moda esisterà sempre, ma il modo in cui sussisterà dev’essere deciso da designer e artisti, non dal management. Le autrici invitano a riflettere sulle implicazioni etiche dell’uso dell’AI, specialmente in settori come la moda, dove la diversità e l’autenticità sono valori fondamentali.
Le sfide del mercato moda
Mentre il dibattito sull’AI continua, il settore moda affronta anche sfide economiche. Secondo il rapporto annuale di Confindustria Modail tessile-moda italiano ha chiuso il 2026 con un fatturato di 58,39 miliardi di euro, in flessione del 2,4% rispetto all’anno precedente. Le esportazioni, pur mantenendo una propensione elevata, hanno registrato un calo dell’1,6%.
Nei primi due mesi del 2026, la situazione si è ulteriormente deteriorata, con cali a doppia cifra verso Giappone e Stati Unitie una flessione del 25% in Corea del Sud. La concorrenza cinese e le tensioni geopolitiche rappresentano ulteriori sfide per il settore.
Nonostante queste difficoltà, emergono opportunità. La sostenibilità e l’innovazione tecnologica, come l’AI, sono identificate come leve di crescita. L’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale per l’Industria ha incluso la filiera della moda tra i settori strategici, segnalando un rinnovato interesse verso le professioni manifatturiere.


