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6 Ottobre 2026

Miu Miu celebra la routine, Valentino trasforma la passerella in antibiblioteca

Valentino propone un archivio di sogni, Miu Miu eleva il quotidiano: ecco le due anime della moda a Parigi.

Miu Miu celebra la routine, Valentino trasforma la passerella in antibiblioteca

La Paris Fashion Week ha offerto due racconti estremamente diversi sul ruolo dell’abbigliamento nella società. Da una parte, la maison Valentino ha trasformato la passerella in una sorta di antibiblioteca un luogo dove il valore dei capi non è legato alla loro vestibilità immediata. Dall’altra, Miu Miu ha presentato una collezione che esalta il guardaroba di tutti i giorni, puntando su tagli funzionali e su una scena meno teatrale.

Valentino e l’idea di antibiblioteca nella Bibliothèque Sainte-Geneviève

Alessandro Michele ha scelto la storica Bibliothèque Sainte-Geneviève come scenario per la sua terza prova del pret-à-porter primavera/estate 2027. Alla porta della sala di lettura i partecipanti sono stati invitati a consegnare un libro, trasformando l’arrivo in un gesto simbolico di condivisione intellettuale. All’interno delle arcate di Henri Labrouste, tra scaffali che si estendono a perdita d’occhio, la sfilata ha preso forma come una mostra d’arte più che come un tradizionale show commerciale.

Il valore concettuale degli abiti non indossati

Michele ha citato il concetto di “antibiblioteca” tratto dal libro The Black Swan di Nassim Nicholas Taleb, dove i volumi non ancora letti rappresentano un capitale cognitivo più prezioso di quelli già sfogliati. Analogamente, i vestiti esposti sono considerati oggetti di immaginazione la loro esistenza è giustificata anche se rimangono chiusi negli armadi o nella memoria collettiva, come i libri che attendono di essere aperti.

Reazioni delle top client e la doppia fase di presentazione

La scelta di una location a capienza limitata ha costretto gli organizzatori a dividere lo show in due turni. Le clienti più influenti, abituate a occupare la prima fila, sono state spostate al secondo défilé, generando commenti critici del tipo “Bellissimo, ma quando lo indosserò?” o “Non è adatto al lavoro”. Queste osservazioni hanno messo in evidenza il dibattito storico tra fashion haute couture e practical wear sollevando il quesito classico del rapporto tra prezzo e utilità.

Nel momento del re-see, però, le stesse clienti hanno potuto avvicinarsi ai capi, toccarli e analizzarne la maestria tecnica. La cura dei dettagli, la scelta dei tessuti e la presenza di una collezione maschile inedita hanno convinto anche i più scettici, dimostrando che la bellezza può superare le barriere pratiche.

Miu Miu: la celebrazione del quotidiano

Nel frattempo, la sfilata di Miu Miu ha adottato un approccio più terrene. I modelli hanno sfoggiato gonne plissé, jersey, denim e pelle, abbinati a elementi sportivi come strisce e silhouette ispirate al coaching. La collezione, denominata “Here and Now”, ha privilegiato la versatilità: capi che si adattano sia a un’uscita serale che a un impegno diurneo, senza rinunciare a una forte impronta stilistica.

L’obiettivo dichiarato era quello di “sezionare e innalzare la realtà del guardaroba quotidiano”. I look sono stati accompagnati da una palette di colori che spazia dal pastello delicato a tonalità più audaci, sottolineando come la moda possa essere al contempo espressiva e praticabile.

Contrasto di filosofie e futuro della moda

Il fatto che, nello stesso periodo, Valentino e Miu Miu abbiano presentato due visioni così opposte fa emergere la duplice anima della moda contemporanea. Da un lato, la moda come libreria di sogni dove l’opera d’arte è destinata a ispirare, anche se rimane solo nella mente. Dall’altro, la moda come strumento di vita quotidiana capace di accompagnare le persone nelle loro routine senza perdere eleganza. Entrambe le proposte dimostrano che il valore di un capo può risiedere tanto nella sua capacità di suscitare immaginazione quanto nella sua funzionalità pratica.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.