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La vigilia della stagione 2026 della MotoGP presenta pochi rivoluzioni nella griglia ma numerosi spunti d’interesse: nuovi innesti provenienti dalla Superbike, promozioni dalla Moto2 e piloti consolidati pronti a riconquistare posizioni perdute. I test a Buriram hanno fornito dati tecnici e segnali di forma che aiutano a inquadrare favoriti e outsider.
Questo articolo mette insieme profili dei dieci piloti da seguire nel 2026 e le principali evidenze emerse nelle prove pre campionato, con attenzione ai tempi sul giro, alle simulazioni di gara e alle scelte aerodinamiche che stanno orientando i box.
Chi sono i contendenti: dieci profili da monitorare
Tra i nomi nuovi spicca Toprak Razgatlıoğlu, tre volte campione mondiale Superbike, che esordisce in MotoGP con la Yamaha del team Prima Pramac, rilevando il posto di Miguel Oliveira. Altro passaggio rilevante è quello di Diogo Moreira, campione in carica della Moto2, promosso in MotoGP sulla Honda del team Pro LCR al posto di Somkiat Chantra. Questi movimenti rimescolano le carte tra esperienza e gioventù.
Veterani e campioni consolidati
Restano al centro delle attenzioni piloti come Fabio Quartararo, ancora alla ricerca della competitività necessaria su Yamaha e con voci di un futuro passaggio a Honda, e Francesco Bagnaia, in cerca di risposte dopo una fase di difficoltà. Non vanno poi dimenticati i pluricampioni: Marc Márquez ambisce a nuovi traguardi con la Ducati, mentre Álex Márquez e Fermín Aldeguer puntano a confermare la crescita mostrata recentemente.
I talenti emergenti e i piloti in transizione
Tra i giovani con potenziale grande attenzione per Pedro Acosta, che vive una stagione di costruzione con la KTM in vista di un passaggio futuro, e Raúl Fernández, capace di inserirsi tra le sorprese grazie ai risultati recenti con Aprilia. Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli rappresentano il gruppo di piloti in piena forma che possono competere stabilmente per i primi posti, soprattutto se le moto sapranno reggere il confronto su passo gara.
Obiettivi e sfide interne
Ciascun pilota convive con sfide specifiche: conquistare la prima vittoria in MotoGP, consolidare il feeling con una nuova moto o battere un compagno di squadra autorevole. Il confronto nei box, spesso deciso su dettagli aerodinamici e messa a punto, sarà cruciale per definire gerarchie e ambizioni.
I test di Buriram: indicazioni tecniche e risultati salienti
Le prove svolte a Buriram hanno evidenziato la forza dell’Aprilia, con Marco Bezzecchi capace di stabilire il miglior riferimento di giornata, scendendo sotto il precedente record non ufficiale della pista. Il lavoro di Noale non si è limitato al giro secco: i long run di Bezzecchi hanno mostrato anche un passo gara convincente, segno di una bontà di base tecnica.
Accanto a Bezzecchi, Ai Ogura ha ottenuto tempi molto competitivi, mentre Jorge Martin ha lavorato su diverse soluzioni aerodinamiche posteriori. In molte squadre l’aerodinamica è stata il focus: il dilemma tra componenti più recenti e versioni precedenti ha caratterizzato le scelte di box, influenzando setting e prestazioni.
Cadute, simulazioni e affidabilità
I test non sono stati esenti da intoppi: Marc Márquez ha rimediato più cadute durante la due giorni, costringendo lo spagnolo a rivedere alcune valutazioni; Francesco Bagnaia si è concentrato sulle simulazioni di gara con un ritmo costante, mentre altri piloti hanno dovuto affrontare problemi tecnici o limitazioni nelle sessioni mattutine. Questi elementi sono fondamentali per interpretare i riferimenti cronometrici.
Altrove, la KTM ha portato in alto Pedro Acosta con un notevole miglioramento rispetto a prove precedenti, mentre la Yamaha ha ancora margini di sviluppo sul nuovo motore V4, come emerso dall’attività dei team ufficiali e satellite.
I test a Buriram hanno offerto spunti concreti: alcune squadre paiono già in condizione di lottare per le posizioni di vertice, altre stanno ancora definendo assetti e pacchetti aerodinamici. La stagione 2026 si presenta quindi come un equilibrio tra consolidamento e sorprese, con nomi nuovi pronti a farsi spazio e campioni storici che non mollano la presa.
Per il pubblico il mistero rimane: chi riuscirà a convertire i riscontri dei test in risultati concreti durante i GP? La risposta arriverà solo con la bandiera a scacchi delle prime gare, ma i dati di Buriram lasciano già molti argomenti di discussione.