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25 Settembre 2026

Premier Meloni sceglie la passerella milanese al posto dell’Assemblea ONU

Meloni sceglie la passerella milanese, lasciando il Consiglio dell’ONU a New York

Premier Meloni sceglie la passerella milanese al posto dell’Assemblea ONU

Nel pomeriggio del 23 settembre 2026, mentre l’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York era al centro dell’attenzione globale per le discussioni su Ucraina, Medio Oriente e crisi energetiche, la premier italiana Giorgia Meloni ha scelto un percorso diverso. Vestita con un smoking nero su misura, camicia bianca di pizzo e rossetto rosso, la leader del governo è comparsa a Palazzo Reale per la cena inaugurale della Milano Fashion Week evento promosso dal Comune di Milano e dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

La decisione di Meloni: dalla ONU alla passerella

Il ritorno a Milano è avvenuto in una giornata in cui il governo aveva già delegato la partecipazione all’ONU al vice-premier Antonio Tajani ancora sotto i riflettori per i commenti sulla lunghezza delle gonne. La scelta di non volare a New York e di comparire invece nel talk-show di Bruno Vespa è stata interpretata da alcuni osservatori come una priorità di natura politica interna. Durante l’intervista televisiva, Meloni ha sostenuto che la presenza a Milano era volta a “dare un segnale fisico di vicinanza” al settore tessile-moda, in crisi ma ancora strategico per l’economia nazionale.

Reazioni politiche e critiche interne

La decisione ha scatenato una serie di commenti nella opposizione. Il leader del partito di centro-sinistra Renzi ha attaccato la premier su Twitter, chiedendo perché “in un mondo di guerre e crisi energetiche l’Italia debba fare queste figuracce”. Anche il Movimento 5 Stelle, rappresentato da Riccardo Ricciardi ha definito l’assenza dall’ONU una “vergogna” e ha rimarcato l’importanza dei dibattiti su Ucraina e Medio Oriente. Il senatore del PD Filippo Sensi ha suggerito che, mentre Zelensky parlava di pace a New York, Meloni “era a Milano, forse per raccogliere voti in vista delle elezioni del 2027”.

Il tavolo d’onore: moda, lusso e diplomazia

Al tavolo di gala erano presenti il sindaco di Milano Beppe Sala il prefetto Claudio Sgaraglia la presidente della Camera della Moda Carlo Capasa e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta. Accanto a loro si sono seduti i vertici del lusso globale: Frédéric Arnault di LVMH, Luca de Meo di Kering, Andrea Guerra di Prada, Alfonso Dolce di Dolce & Gabbana, Diego Della Vale di Tod’s, Renzo Rosso di OTB, Remo Ruffini di Moncler, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli. La cena, curata dai fratelli Cerea di “Da Vittorio”, ha incluso una terrina di melanzane con caprino, paccheri alla Vittorio e un franciacorta selezionato per le portate.

Durante il pasto, Meloni ha fissato la mano al volto per evitare intercettazioni, ma ha comunque potuto parlare con Fertitta di temi commerciali. La premier ha inoltre ricordato le recenti misure governative a sostegno della filiera: 100 milioni di euro destinati dal MIMIT a incentivi per investimenti, particolarmente indirizzati alle micro-imprese e al Mezzogiorno. Secondo il presidente della Camera della Moda, la moda rappresenta circa il 5 % del Pil italiano e impiega un milione di persone perciò l’intervento politico è stato definito “un gesto di gratitudine verso un settore che fa parlare l’Italia nel mondo”.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.