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21 Agosto 2026

Rakeb Kashem muore dopo aggressione: indagini in corso a Venezia

Rakeb Kashem, un giovane bengalese di 30 anni, è morto dopo essere stato aggredito a Marghera. La famiglia cerca risposte mentre la polizia indaga.

Rakeb Kashem muore dopo aggressione: indagini in corso a Venezia

Rakeb Kashem, un giovane bengalese di 30 anni, ha perso la vita in circostanze misteriose dopo essere stato aggredito a Marghera. Il 30enne, che lavorava come aiuto cuoco a Venezia, non è mai arrivato a casa dopo il lavoro. La sua famiglia, disperata, chiede giustizia e verità su quanto accaduto.

La notte tra domenica e lunedì, Rakeb ha smesso di dare notizie. Solo martedì pomeriggio, la famiglia ha ricevuto una chiamata dall’ospedale di Mestre, dove il giovane era stato ricoverato in rianimazione. Le sue condizioni erano critiche e, dopo un trasferimento d’urgenza al Policlinico di Padovaè deceduto la sera stessa.

Le ultime ore di Rakeb Kashem

Rakeb era partito da Venezia in autobus per raggiungere Mestre, dove viveva con la famiglia. Tuttavia, non è mai arrivato a destinazione. Il fratello maggiore, Rubel, lo aveva visto l’ultima volta in piazzale Romain compagnia di tre persone sconosciute. Da quel momento, il giovane non ha più risposto al telefono fino a quando, martedì pomeriggio, ha chiamato la madre dall’ospedale.

La polizia locale di Venezia ha trovato Rakeb privo di coscienza in strada a Marghera lunedì mattina alle 6. Il giovane presentava ferite al volto e tumefazioni, ma non è riuscito a spiegare cosa gli fosse accaduto. La famiglia, sconvolta, chiede risposte: «Vogliamo sapere la verità. Capire perché sia arrivato in quelle condizioni all’ospedale e chi può averlo ridotto in quel modo», hanno dichiarato i parenti.

Le indagini in corso

La procura di Venezia, coordinata con quella di Padova, sta indagando per ricostruire la dinamica dell’aggressione. Le autorità cercano di capire perché Rakeb sia stato ritrovato a Marghera, lontano dalla sua abitazione a Mestre. Forse qualcuno lo ha chiamato o gli ha dato appuntamento in via Fratelli Bandieradove è stato trovato ferito e privo di coscienza.

La famiglia di Rakeb è determinata a scoprire la verità. «Vogliamo sapere cosa è successo al nostro caro, morto a 30 anni, in circostanze misteriose», hanno dichiarato. Le indagini proseguono mentre la comunità bengalese e gli abitanti di Mestre e Marghera attendono risposte.

Un’altra tragedia in ospedale: il caso di Gioacchino Perna

In un altro tragico episodio, Gioacchino Perna, un anziano di 87 anni, è morto al Policlinico di Palermo dopo un’aggressione in ospedale. La mattina del 29 maggio, l’anziano è stato trovato con ferite al volto e denti rotti. La famiglia sospetta che sia stato aggredito dal compagno di stanza, un giovane di 25 anni di origini cinesi.

Roberto Perna, figlio della vittima, ha raccontato che l’anziano era stato ricoverato un mese prima per un’infezione urinaria. La mattina dell’aggressione, ha ricevuto una chiamata dall’ospedale intorno alle 10, tre o quattro ore dopo l’episodio. «Mi avevano detto che mio padre necessitava qualche ‘punticino’, ma gliene hanno dati una quarantina», ha dichiarato Roberto.

Le ferite di Gioacchino Perna includevano tre denti rotti e ferite al labbro superiore, al palato e vicino al sopracciglio sinistro. La famiglia ha subito scartato l’ipotesi di una caduta accidentale, considerando le condizioni dell’anziano e le sponde anticaduta del letto. «Qualcuno ha parlato di un ‘incidente’, ma mio padre parlava poco, si lamentava parecchio e sicuramente non riusciva a muoversi dal letto», ha aggiunto Roberto.

Le indagini e le domande senza risposta

La famiglia di Gioacchino Perna ha sporto denuncia ai carabinieri, che hanno sequestrato oggetti dalla stanza dell’anziano, tra cui il telecomando del letto elettrico e le cartelle cliniche. Il sostituto procuratore Antonio Carchietti ha disposto un’autopsia sulla salma, i cui risultati saranno disponibili tra 90 giorni.

Roberto Perna ha espresso dubbi sulla mancanza di telecamere nei corridoi dell’ospedale e sulla pulizia della stanza, che sembrava in ordine quando i carabinieri hanno fatto il sopralluogo. «Non capisco come abbiano potuto pulire in così poco tempo quando quella stanza poteva essere potenzialmente una scena del crimine», ha dichiarato.

La difesa del 25enne di origini cinesi, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa provvisoria di omicidio preterintenzionaleè stata assunta dall’avvocato Nino Giallombardo. La famiglia di Gioacchino Perna continua a cercare risposte, convinta che l’aggressione abbia precipitato le condizioni dell’anziano, causando la sua morte per shock settico.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.