Il giovane chef Giovanni Manninooriginario di Palermo e residente in Irlanda, è il vincitore della terza edizione del Campionato della pasta fatta a mano 2026. La sua proposta, chiamata trofie al pesto bilingueè stata premiata per tecnica, creatività ed esecuzione dalla giuria presieduta dallo chef Salvatore Bocchetti e composta da professionisti del settore.
La ricetta sintetizza un percorso personale che attraversa PalermoVenezia e la contea di Carlow in Irlanda, dove Mannino ha mosso i primi passi nel Paese. Il piatto è una rilettura del pesto alla genovese preparata con orticheaccompagnata da piselli irlandesibaby potatoes e fiori di erba cipollina: elementi che raccontano un territorio e una storia.
La composizione del piatto e il significato personale
Nella sua versione, il classico ligure diventa ponte tra culture: il pesto alle ortiche sostituisce la basilico tradizionale, trasformando sapore e texture; i piselli freschi e le baby potatoes raccontano la campagna irlandese dove Giovanni ha vissuto e lavorato. Il giovane chef ha dichiarato che il piatto nasce dalla volontà di «raccontare il mio viaggio tra Italia e Irlanda», usando materie prime legate al luogo che lo ha ospitato.
Interprete della tradizione con un approccio moderno
La giuria ha valutato in modo particolare la capacità di Mannino di coniugare tecnica tradizionale nella lavorazione delle trofie con un uso originale degli ingredienti. Il riconoscimento comprende non solo il titolo assoluto, ma anche premi speciali per miglior impasto e miglior ricetta della tradizionesegno che la proposta fonde rispetto per la manualità e innovazione culinaria.
Il contesto della competizione e i risultati
Il Campionato della pasta fatta a mano 2026 ha scelto come palcoscenico la Stazione Marittima di Napoli, nell’ambito del Salone della Dieta Mediterranea. Alla finale sono arrivati 22 professionisti selezionati durante le gare dell’anno, mentre parallelamente si è svolta una sezione dedicata agli appassionati. Sul podio della categoria professionisti, dopo Mannino, si sono piazzati Fatima Laouichi e Daniela Cocilova.
La competizione ha anche premiato altre categorie: nella sezione appassionati il riconoscimento è andato a Giulia Ricci con i suoi cappellacci all’impasto agli spinaci. Tra i premi speciali si segnalano: miglior formato di pasta della tradizione a Fatima Laouichi, miglior pasta ripiena a Stefania Manzi, e un premio per la sostenibilità assegnato a Daniela Cocilova. Un premio legato all’equilibrio nutrizionale è stato invece attribuito a Fatima Laouichi.
La ricetta delle trofie al pesto bilingue di Giovanni Mannino
Per quattro persone Mannino utilizza un impasto semplice a base di semola di grano duro Senatore Cappelliacqua, sale e un filo d’olio. La particolarità è il pesto di ortiche preparato con ortiche sbollentate, pinoli tostati, Fiore Sardo, aglio, ghiaccio e olio extravergine d’oliva: dopo la sbollentatura le ortiche vanno ben strizzate per concentrare il sapore. In termini pratici, 1 kg di ortiche fresche diventa circa 160 g una volta cotte e strizzate.
Le baby potatoes vengono pelate, tagliate a cubetti, condite e cotte sottovuoto a temperatura controllata per mantenere compattezza e sapore; i piselli vengono aggiunti all’ultimo minuto di cottura delle trofie per preservarne freschezza e colore. L’assemblaggio prevede di mantecare le trofie con il pesto allungato con acqua di cottura e poi adagiare le patate a lato per creare un contrasto di consistenze, completando con fiori di erba cipollina e un filo di olio a crudo.
Questa proposta ha convinto la giuria per l’equilibrio tra tecnica di pasta fatta a mano, scelta degli ingredienti e identità gastronomica: elementi che hanno trasformato una ricetta familiare in un racconto culinario riconoscibile e premiabile.



