Il settore degli accessori moda italiano sta affrontando un periodo di sfide significative, ma dimostra una notevole capacità di resilienza. Secondo i dati del primo trimestre 2026, il fatturato del comparto ha registrato una flessione del 2,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante questo calo, le imprese del settore stanno mostrando una straordinaria capacità di adattamento e visione strategica.
Confindustria accessori moda, che rappresenta circa 10.000 imprese nei settori calzaturiero, pelletteria, pellicceria e concia, ha presentato i risultati dell’Indagine Congiunturale realizzata dal proprio Centro Studi. Questo rapporto fotografa l’andamento del comparto in un contesto internazionale segnato da nuove tensioni geopolitiche.
Fatturato e produzione: un quadro misto
Nel periodo gennaio-marzo 2026, il fatturato del campione ha registrato una flessione moderata del 2,7%. Tuttavia, il 31% delle imprese ha aumentato i ricavi rispetto allo stesso periodo del 2026, e un ulteriore 25% li ha mantenuti stabili. Il 44% delle aziende ha segnalato un calo, in larga parte entro il -20%.
Sul fronte della produzione fisica, oltre la metà delle aziende ha segnalato difficoltà. Tuttavia, c’è un segnale debole ma significativo di una graduale regolarizzazione dell’indice Istat della ‘Fabbricazione di articoli in pelle e simili’, che registra un +0,7% su gennaio-marzo 2026.
Occupazione e cassa integrazione: segnali positivi
Le ore di cassa integrazione autorizzate dall’Inps per l’area pelle sono scese a 6,2 milioni nel primo trimestre, in calo del 40,4% rispetto ai 10,5 milioni dello stesso periodo del 2026. Pur restando su livelli sostenuti, il ricorso alla cassa integrazione si allontana dai picchi emergenziali. Tra le imprese associate, il 23,8% ha utilizzato ammortizzatori sociali nel trimestre, in calo rispetto al 28,4% della rilevazione precedente.
Le elaborazioni del Centro studi su dati Infocamere stimano 133.660 addetti a marzo 2026, con una diminuzione del 1,3% rispetto al consuntivo del 2026. Il numero di aziende attive è sceso a 9.174, con una diminuzione del 2,1% rispetto a fine 2026. Questo processo di selezione delle imprese vede uscire dal mercato le realtà più fragili, mentre resistono e investono le aziende più strutturate e orientate ai mercati internazionali.
Prospettive future: cautela e opportunità
Le aspettative occupazionali restano caute: il 68% del campione prevede organici stabili a fine giugno, a fronte di un 24% che attende una riduzione e di un 8% in aumento. Nonostante le difficoltà, il settore degli accessori moda italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di resilienza e adattamento.
Le imprese del settore stanno affrontando una fase complessa, caratterizzata da una domanda internazionale debole e da un contesto geopolitico instabile. Tuttavia, continuano a investire, innovare e preservare competenze e occupazione, dimostrando ancora una volta la straordinaria resilienza che contraddistingue il Made in Italy.


