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10 Luglio 2026

Crisi nel settore moda: le sfide e le strategie per il rilancio

Il settore moda affronta una crisi profonda. Scopri come le aziende stanno cercando di riorganizzarsi e quali sono le strategie per il futuro.

Crisi nel settore moda: le sfide e le strategie per il rilancio

Il settore della moda sta attraversando un momento di grande difficoltà, con i distretti di Rimini e Fermo in prima linea. Le aziende storiche stanno affrontando sfide significative, tra cali di export e cambiamenti nei mercati internazionali. In questo contesto, emergono nuove strategie per rilanciare il settore e garantire la sopravvivenza delle imprese.

La crisi nel settore moda è evidente nei numeri. L’export ha registrato un calo del 3,7%, e molte aziende calzaturiere hanno chiuso i battenti. Le difficoltà sono accentuate dall’instabilità dei mercati internazionali, con cali significativi nelle esportazioni verso il Nord Europa, gli Stati Uniti e la Cina. La situazione è particolarmente critica per il mercato russo, dove le perdite di export sono stimate tra il 70 e l’80% dal 2014.

Le sfide del distretto riminese

Il distretto riminese della moda è in sofferenza, con aziende storiche come Aeffe e Gilmar che affrontano periodi complicati. Il Gruppo Gilmar, ad esempio, ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per 240 lavoratori. L’azienda, che fa capo a marchi importanti come Iceberg, sta cercando di superare la crisi con il supporto della Regione Emilia-Romagna.

All’incontro in Regione hanno partecipato i vertici aziendali, i sindacati, l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, rappresentanti di Confindustria e le sindache di San Giovanni e Cattolica. L’obiettivo è salvaguardare un’eccellenza del territorio e garantire la continuità occupazionale. Daniele Baiesi, segretario della Filctem-Cgil, ha sottolineato la necessità di un piano di rilancio che possa coinvolgere nuovi partner e garantire la stabilità dell’azienda.

Le proposte di Emma Petitti

Emma Petitti, vicesegretaria regionale del Partito Democratico e consigliera regionale dell’Emilia-Romagna, ha sottolineato che la crisi del distretto moda non può essere affrontata solo con misure tampone. Secondo Petitti, è necessario un salto di qualità nelle politiche industriali, con investimenti nella transizione digitale ed ecologica, nella ricerca, nella formazione, nell’internazionalizzazione e nel rafforzamento della filiera produttiva.

La Regione Emilia-Romagna sta facendo la sua parte con bandi finanziati con risorse europee e strumenti per sostenere gli investimenti. Tuttavia, Petitti ha ribadito la necessità che anche il Governo assuma la moda tra le priorità della politica industriale nazionale. Il settore rappresenta una delle eccellenze del made in Italy e non può essere lasciato ad affrontare da solo il rallentamento dei mercati internazionali e le profonde trasformazioni in corso.

Le strategie per il rilancio del settore moda

Nel distretto fermano, la presidente di Confindustria Fermo Elisabetta Pieragostini ha indicato la strada dei nuovi sbocchi commerciali. È fondamentale guardare a mercati diversi e accompagnare le imprese fuori dalla crisi. Un’altra sfida importante è il rapporto con le nuove generazioni, spesso lontane dai mestieri della moda. Pieragostini ha sottolineato la necessità di raccontare di più il lavoro nel settore come valore e opportunità.

Le aziende del settore moda devono affrontare una crisi complessa, ma ci sono anche opportunità per il rilancio. Investimenti nella digitalizzazione, nella sostenibilità e nella formazione possono aiutare a superare le difficoltà attuali e garantire un futuro prospero per il settore. La collaborazione tra istituzioni, aziende e sindacati è fondamentale per trovare soluzioni efficaci e garantire la continuità occupazionale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.