La Sagrada Família si prepara a completare il suo profilo con un elemento simbolico che unisce arte contemporanea e tradizione religiosa. Sulla guglia più alta, la Torre di Gesù è stato posto l’Agnello di Dio un’opera firmata dall’artista bergamasco Andrea Mastrovito. L’intervento segna la conclusione formale di una fase costruttiva del complesso progettato da Antoni Gaudí e sarà inaugurato il 10 giugno 2026 durante la visita pontificia.
Il posizionamento dell’opera non è soltanto un gesto estetico: rappresenta la sintesi tra il progetto originario della basilica, la sua dimensione sacra e la capacità di ricevere contributi contemporanei. L’evento avrà carattere pubblico e istituzionale, con la celebrazione di una messa presieduta dal Papa e la cerimonia inaugurale che completerà il profilo verticale dell’edificio.
Il progetto di Andrea Mastrovito e il significato dell’Agnello
L’intervento di Andrea Mastrovito artista originario di Bergamo, riguarda un’installazione pensata per dialogare con il linguaggio architettonico di Gaudí. L’opera, denominata Agnello di Dio è stata collocata sulla sommità della Torre di Gesù che diventa così l’elemento culminante della Sagrada Família sia dal punto di vista simbolico sia da quello visivo. Mastrovito ha progettato un oggetto capace di richiamare la simbologia cristiana classica, ma riletto attraverso una sensibilità contemporanea: l’Agnello vuole essere al tempo stesso immagine di redenzione e punto di osservazione verso la città sottostante.
Materiali, collocazione e dialogo con Gaudí
La scelta dei materiali e il posizionamento sono stati studiati per integrarsi con le superfici e le geometrie complesse della torre. Il lavoro intende rispettare l’armonia formale della costruzione senza annullarsi, creando un contrasto che mette in evidenza tanto il carattere sacro dell’elemento quanto la modernità della firma artistica. In questo senso l’opera funziona come un commento visivo: sottolinea la vocazione religiosa della Sagrada Família e al tempo stesso ne sancisce la capacità di accogliere linguaggi diversi.
Il contesto: centenario di Gaudí, libro e riconoscimenti
La collocazione dell’Agnello avviene in un periodo carico di ricorrenze e riconoscimenti legati a Antoni Gaudí. Il completamento della Torre di Gesù cade infatti a cento anni dalla morte dell’architetto, un arco di tempo che ha riacceso l’interesse per la sua figura e la sua opera. Nel corso delle celebrazioni è stata presentata una nuova biografia dello stesso Gaudí, curata da un autore specializzato, che ripercorre la formazione, le scelte progettuali e la dimensione spirituale che hanno alimentato la sua opera.
Parallelamente, nel 2026 Gaudí è stato proclamato venerabile un riconoscimento ecclesiastico che ha valorizzato la coerenza fra l’esperienza di fede e il lavoro creativo dell’architetto. Questi elementi — biografia aggiornata, venerabilità e l’installazione contemporanea di Mastrovito — contribuiscono a leggere la fine di questa fase costruttiva come un momento di sintesi culturale e devozionale.
Presentazioni e appuntamenti culturali
La presentazione della biografia e del progetto artistico collegato alla Torre di Gesù si è svolta nell’ambito di incontri culturali che hanno coinvolto studiosi di arte, storici e personalità del mondo accademico. Questi appuntamenti hanno voluto restituire l’uomo oltre il mito, esplorando le fonti storiche e la dimensione umana di Gaudí per offrire una lettura meno retorica e più documentata della sua esperienza.
La vicenda della Sagrada Família, dalla genesi al completamento progressivo delle sue guglia, è resa possibile dall’apporto pubblico e privato e da una committenza collettiva che ha mantenuto nel tempo la dedicazione all’opera. L’aggiunta dell’Agnello sulla Torre di Gesù segna un passaggio formale ma anche simbolico: l’edificio completato non annulla la sua natura in continua trasformazione, ma la celebra mettendo in relazione passato e presente.
La cerimonia del 10 giugno 2026 rappresenterà



