Un colpo di scena nella vicenda che ha coinvolto Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani. Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice uruguaiana che aveva parlato di festini con escort nella loro villa a Punta del Este, ha ritrattato tutto. La donna ha firmato una dichiarazione giurata davanti a un notaio, smentendo quanto aveva affermato in precedenza.
La vicenda ha avuto un impatto significativo sulla grazia concessa a Nicole Minetti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La dichiarazione di Graciela, infatti, aveva messo in discussione il ravvedimento dell’ex consigliera regionale lombarda, condannata per favoreggiamento della prostituzione e peculato.
La dichiarazione giurata di Graciela
Graciela Mabel De Los Santos Torres ha lavorato per un periodo nel ranch di Giuseppe Cipriani a Punta del Este. A maggio, in un’intervista, aveva parlato di festini con escort nella villa, gestiti e selezionati da Nicole Minetti. Queste dichiarazioni avevano sollevato dubbi sulla genuinità del ravvedimento di Minetti, uno dei pilastri su cui si era fondata la grazia concessa da Mattarella.
Tuttavia, la massaggiatrice ha cambiato versione. In una dichiarazione giurata depositata davanti a un notaio, Graciela ha smentito quanto aveva detto in precedenza. La donna ha affermato di non aver mai visto festini con escort nella villa della coppia italiana. La dichiarazione è stata depositata nella seconda metà di maggio e è arrivata in Italia nelle scorse ore.
Lo scontro tra procura e media
Le dichiarazioni di Graciela erano state al centro di uno scontro tra la procura generale di Milano e alcuni media. I magistrati avevano spiegato di non aver potuto sentire la massaggiatrice perché con l’Uruguay le rogatorie sono possibili solo in ambito penale. Inoltre, avevano smentito le dichiarazioni della donna, affermando che erano state contraddette da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive dai legali della coppia Cipriani-Minetti.
Il direttore del quotidiano coinvolto aveva chiesto le scuse della procuratrice generale, accusando la procura di non aver fatto quanto possibile per chiarire la vicenda. La procura, dal canto suo, ha confermato i presupposti della grazia concessa a Nicole Minetti, chiudendo il caso dopo la richiesta di chiarimenti avanzata dal Quirinale.
La controffensiva legale
Mentre l’incendio investigativo si spegne, si accende la battaglia legale. La difesa della coppia Minetti-Cipriani è passata al contrattacco, chiedendo un maxi-risarcimento danni da 250 milioni di euro nei confronti del gruppo editoriale del quotidiano coinvolto e delle trasmissioni Rai Report e CartaBianca. I legali parlano di una «gogna mediatica, una campagna diffamatoria e denigratoria» che ha ferito la serenità di un minore, il figlio adottivo della coppia, le cui gravi condizioni di salute erano state il motivo cardine dietro la concessione della grazia.
Sul fronte politico, il Guardasigilli Carlo Nordio ha gettato acqua sul fuoco, blindando l’operato delle istituzioni: «Forse ci sarà qualche piccolo seguito di istruttoria, ma credo che sia risolta», ha detto. La tempesta sul ranch “Gin Tonic” si sgonfia così, lasciando spazio a un interrogativo di fondo: qual era la vera voce di Graciela? Quella registrata dai microfoni dei giornalisti o quella, opposta, sigillata davanti a un notaio uruguaiano?



