Salta al contenuto
12 Giugno 2026

La polemica alla Camera tra Meloni e Silvestri sulle ginocchiere: ecco cosa è successo

Giorgia Meloni risponde duramente al deputato M5S Francesco Silvestri, che l'ha accusata di aver indossato delle ginocchiere per stare comoda con Trump e Netanyahu. La premier difende il suo operato e il rispetto delle donne.

La polemica alla Camera tra Meloni e Silvestri sulle ginocchiere: ecco cosa è successo

Un’interpellanza parlamentare si è trasformata in una questione di rispetto e parità di genere. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto duramente al deputato M5S Francesco Silvestri, che l’ha accusata di aver indossato delle ginocchiere per stare comoda con i leader stranieri. La polemica è scoppiata durante il dibattito alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno.

Silvestri aveva affermato che il governo, dopo il referendum, avrebbe dovuto raddrizzare la schiena invece di indossare delle ginocchiere. Meloni ha replicato che il deputato non ha rispetto per le donne e che lei è arrivata dove è arrivata senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie. La premier ha anche accusato l’opposizione di non essere stata capace di proporre una donna come presidente del Consiglio.

La replica di Meloni: «Non ho mai indossato ginocchiere»

La presidente del Consiglio ha risposto a Silvestri con un discorso appassionato. «Quello che voi non riuscite ad accettare è che c’è una persona che senza mai indossare delle ginocchiere è arrivata dove è arrivata, senza aiuti, senza favoritismi e senza scorciatoie», ha detto Meloni. La premier ha anche ricordato che Boldrini si era indignata perché Silvestri si rivolgeva a lei dicendo signor presidente.

Meloni ha concluso il suo intervento con una standing ovation della maggioranza. «Voi non siete stati capaci di proporvi», ha aggiunto, accusando l’opposizione di non aver saputo valorizzare una donna come presidente del Consiglio.

Le scuse di Silvestri e le reazioni dei partiti

Il deputato Silvestri ha provato a scusarsi, affermando che le sue parole erano state fraintese. «Ho visto che si è alzato un grande polverone per le mie parole nella discussione generale sul termine ginocchiera, che è stato associato evidentemente in mala fede a una questione sessista, che non è», ha detto Silvestri. Il deputato ha anche affermato che la storia del nostro Paese è fatta di persone che si sono inginocchiate politicamente, ma soprattutto sono stati uomini.

Tuttavia, le scuse di Silvestri non sono state sufficienti a calmare le acque. Da tutti i partiti è arrivata la condanna. Il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha parlato di valori portati avanti dalle opposizionimentre il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci ha parlato di vergognose parole sessiste.

Valeria Valente del Pd ha condannato il linguaggio inopportuno di Silvestri, mentre Augusta Montaroli di FdI ha chiesto la censura di Giuseppe Conte e l’espulsione di Silvestri. Il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto formalmente alla Camera dei Deputati di valutare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento.

Le reazioni al di fuori dell’Aula parlamentare

La questione ha indignato anche al di fuori dell’Aula parlamentare. La scrittrice Dacia Maraini ha commentato: «L’avversario va sempre rispettato. Come cittadina mi sento di dire che l’avversario va rispettato, sempre. Questo linguaggio sta diventando insopportabile perché denigra l’avversario e questo non va bene, lo trovo indegno».

La polemica ha anche sollevato questioni più ampie sul rispetto delle donne in politica e sul linguaggio utilizzato nel dibattito politico. Meloni ha difeso il suo operato e il rispetto delle donne, mentre Silvestri ha cercato di ridimensionare le sue parole, affermando che erano legate alla postura politica del governo e non a una questione sessista.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.