Il Milan ha scelto di cambiare rotta in termini di stile, annunciando una nuova partnership con il marchio italiano Boggi. Questa decisione segna la fine di un triennio di collaborazione con Off-White un periodo caratterizzato da uno stile sperimentale e rivoluzionario.
La scelta di Boggi come nuovo partner di stile non è solo un cambiamento di marchio, ma un segnale chiaro di un ritorno alle radici tradizionali del club. Boggi, noto per il suo legame con il mondo del calcio, ha recentemente lanciato una capsule collection dedicata al Mondiale, dimostrando la sua capacità di coniugare eleganza e sportività.
L’era Off-White: sperimentazione e innovazione
Negli ultimi tre anni, il Milan ha sperimentato uno stile innovativo e rivoluzionario grazie alla collaborazione con Off-White. Il club ha presentato divise particolari, lontane dalla tradizione della moda italiana, e giacche bianche molto vistose. Questo approccio ha permesso al Milan di avvicinarsi al pubblico giovane, anche giovanissimo, con costi dei capi molto alti ma con un interesse assicurato.
Nella primavera del 2026, Off-White è stato protagonista della quarta maglia del Milan, andata sold-out nel giro di pochi giorni. La maglia era riconoscibile per i nomi dei giocatori tra virgolette, uno stile distintivo del brand fondato da Virgil Abloh.
Il made in Italy tra lusso e sfruttamento
Mentre il Milan fa un passo indietro verso il classico, il mondo della moda italiana affronta una crisi più profonda. Cibo e moda, simboli del Made in Italy nel mondo, hanno ceduto il passo a logiche industriali globalizzate che alimentano il profitto di pochi e moltiplicano gli effetti negativi sulle persone e sull’ambiente.
I meccanismi economici estrattivi funzionano sulla base degli stessi presupposti, alimentando il profitto di pochi e moltiplicando gli effetti negativi sulle persone e sull’ambiente. In entrambi i sistemi si verificano profonde ingiustizie sociali e ambientali in quasi tutte le fasi del loro ciclo di vita.
Spreco alimentare e rifiuti tessili sono riconducibili alla stessa matrice sistemica. La tragedia dei braccianti ad Amendolara e la morte della giovane operaia tessile Luana d’Orazio a soli 22 anni dimostrano che non si tratta di fatalità isolate, ma dei paradossi di un modello produttivo fondato sullo sfruttamento della vita umana.
La moda mare nel 2027: un nuovo modo di vestire
Mentre il Milan cambia stile, il mondo della moda mare sta vivendo una trasformazione significativa. Il beachwear italiano, che vale oltre 830 milioni di euro, continua a crescere e resta uno dei pochi comparti della moda in cui il negozio fisico pesa ancora più dell’e-commerce.
Una ricerca realizzata da Sita e commissionata da AIMI-Associazione Italiana Mare Intimo e Underbeach ha rivelato che il segmento premium è cresciuto dell’11,5% nel 2026, molto più del mercato nel suo complesso. Questo segnale indica un comparto in salute e un consumatore sempre più orientato verso prodotti di qualità.
La moda mare sta diventando un’espressione di stili di vita, desideri e nuove sensibilità. Il trend forecaster Nello Marelli e il gruppo di lavoro Nel Colore hanno sintetizzato questo cambiamento nel concept Kaleido, un’estate fatta di contrasti e contaminazioni.


