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29 Settembre 2026

Moda milanese: tradizione cinese, economia e nuove collaborazioni

Scopri come il ventaglio cinese, le passerelle milanesi e le partnership con la Cina ridefiniscono la moda.

Moda milanese: tradizione cinese, economia e nuove collaborazioni

La settimana della moda di Milano si è conclusa il 28 settembre 2026 con una serie di momenti che hanno messo in luce l’intersezione tra tradizione orientale e innovazione occidentale. Tra performance spettacolari, incontri istituzionali e aperture di nuovi spazi commerciali, il settore ha più che mai dimostrato il suo peso sull’economia nazionale, contribuendo al 5 % del Pil e generando un indotto turistico di oltre 219 milioni di euro.

Il ventaglio cinese al centro della sfilata di Hui Milano

Durante la Milano Fashion Week, la maison Hui Milano ha presentato “The Fan Code”, una collezione Spring-Summer 2027 ispirata al ventaglio circolare simbolo perennemente legato alla cultura asiatica. Lo spettacolo è iniziato in un cortile d’epoca con una donna occidentale senza capelli, che, a occhi chiusi, ha aperto un ventaglio orientale e, attraverso una danza delicata, ha tracciato una rete di fili rossi nello spazio. Quei fili rappresentavano memoria, tempo e connessioni tra Oriente e Occidente, trasformando il ventaglio in un ponte concettuale.

Riscatto della tradizione Miao

Hui ha poi focalizzato l’attenzione sulle tecniche artigianali delle donne Miao di Guizhou, le quali, grazie a tessitura, ricamo e tintura, custodiscono memorie collettive e identità culturali. I capi della collezione hanno rielaborato motivi tradizionali in silhouette contemporanee, mescolando seta stampata, materiali traslucidi e tessuti strutturati. I critici hanno elogiato il contrasto tra morbidezza e rigore, sottolineando come l’heritage sia stato reinterpretato con tagli moderni e una palette di colori che richiama la pittura cinese antica.

Performance, economia e protagonisti istituzionali

Il periodo ha ospitato anche la spettacolare performance di Diesel, che ha coinvolto 200 ballerini del collettivo marsigliese (La)Horde, e la presenza di brand più intimi come Biagini, i quali hanno raccontato la propria storia artigianale in modo diretto. L’aspetto economico è stato al centro di un gala della Camera della moda, dove il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha cenato con i CEO di LVMH, Kering, Prada e altri giganti del lusso. Il presidente della Camera della moda, Carlo Capasa, ha ribadito che la moda rappresenta circa il 5 % del PIL italiano e impiega un milione di persone lungo tutta la catena del valore.

Dati di impatto

Secondo le stime del Centro Studi Confcommercio, la settimana ha attirato quasi 141 000 visitatori, con un aumento del 22 % di provenienza estera e una riduzione del 29 % di turisti italiani. La spesa turistica si è attestata a 219,5 milioni di euro, di cui 100,8 milioni destinati allo shopping, 85,4 milioni all’accoglienza e ristorazione, e 32,9 milioni al trasporto. Tali numeri confermano il ruolo centrale della moda nella crescita economica del Paese.

Prada Galleria: un nuovo simbolo di lusso a Milano

Tra le novità più rilevanti, la casa Prada ha inaugurato la Prada Galleria nella storica Galleria Vittorio Emanuele II. Il progetto si sviluppa su otto piani, includendo retail, ospitalità, arte e spazi museali, collegati da un nuovo passaggio sotterraneo. Al piano nobile è ospitata la mostra permanente “Pradasphere”, che ripercorre la storia del marchio dal 1913 ai giorni nostri. La boutique donna, ampliata con un livello sotterraneo, presenta collezioni, prodotti di viaggio, home e beauty, circondati da murales storici e archivi originali.

Un concept di continuità e sperimentazione

Secondo la direzione creativa di Miuccia Prada, il complesso incarna il principio che Prada non è un’identità fissa, ma un’esplorazione continua dialogata con arte, architettura, cinema e sport. L’iniziativa vuole riunire i vari fili conduttori del brand in un unico spazio, destinato a un pubblico che cerca un’esperienza profonda e curiosa, al pari della collezione presentata in passerella.

Cooperazione italo-cinese: il Keqiao runway a Milano

L’evento ha inoltre dato visibilità alla partnership triennale tra la Camera nazionale della moda italiana e il distretto tessile di Keqiao (Shaoxing, Zhejiang). Per la terza edizione, inserita nel calendario della Fashion Week, quattro giovani stilisti cinesi – Gu Yuandai, Liu Hongchao, Sancailiyi e Sayaanno – hanno presentato le proprie proposte Spring-Summer 2027. Gu ha enfatizzato la manualità artigianale nell’era industriale, Liu ha combinato fibre naturali e materiali riciclati in abiti plissettati e crochet, Sancailiyi ha cercato l’equilibrio tra corpo e natura, mentre Sayaanno ha optato per total-white, ricami e trasparenze per narrare un racconto silenzioso.

Un futuro di scambi bilaterali

Questa collaborazione fa parte del piano d’azione Italia-Cina 2024-27, che individua moda e tessile tra i settori strategici di scambio. Dopo Milano, la Keqiao Fashion Week presenterà una selezione di designer italiani, consolidando un dialogo bidirezionale che punta a rafforzare la presenza del Made in Italy in Cina e a stimolare l’innovazione sostenibile nei processi produttivi.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.