Mostra From Water To Form di Keita Miyazaki a Ca’ Pesaro

Scopri come l'elemento acqua guida le opere di Keita Miyazaki in un dialogo tra Giappone e Venezia, tra museo e spazio pubblico

Dal 9 maggio al 13 settembre 2026 il Museo d’Arte Orientale Ca’ Pesaro ospita From Water To Form, la personale di Keita Miyazaki inserita nel calendario della 61ª Biennale. L’allestimento trasforma il percorso espositivo in un’indagine sul ruolo dell’acqua come principio generativo: non soltanto elemento naturale, ma strumento interpretativo capace di modellare la memoria e la forma. La scelta di Venezia non è incidentale: la città lagunare, con le sue stratificazioni storiche e il rapporto costante con l’acqua, costituisce un contesto ideale per un progetto che mette a confronto tradizione e contemporaneità.

L’intervento di Miyazaki si articola tra spazi museali e spazi pubblici, cercando un equilibrio tra il dialogo con la collezione permanente di arte giapponese e la relazione con il tessuto urbano. Il percorso invita il visitatore a una fruizione lenta e sensoriale, dove luce, movimento e materia si combinano per creare un’esperienza immersiva. Curata da Pier Paolo Scelsi, Ilaria Cera e Riccardo Freddo, con la direzione scientifica di Elisabetta Barisoni, Marta Boscolo Marchi, Daniele Ferrara e Stefania Portinari, la mostra è promossa dal Direttorato Regionale Musei Veneto, in collaborazione con Gallery Rosenfeld e CREA Cantieri del contemporaneo, con il patrocinio del Consolato Generale del Giappone a Milano e della Japan Foundation.

L’acqua come principio e linguaggio

Per Miyazaki l’acqua è elemento narrativo che mette in moto processi di erosione e rigenerazione, azioni capaci di ridefinire i confini della materia e della memoria. Nelle opere esposte il ciclo di dissoluzione e ricostruzione diventa un dispositivo per leggere relazioni culturali: dall’arte giapponese tradizionale conservata a Ca’ Pesaro fino alle pratiche contemporanee. Venezia, città costruita su un equilibrio idraulico complesso, amplifica questo codice poetico: la laguna, tra limiti e transiti, si specchia nelle superfici e nelle trame delle sculture, offrendo al pubblico un campo di lettura fatto di residui, sedimentazioni e presenze liquidi.

Processo, tempo e gesto

Al centro della ricerca c’è l’artigianalità intesa come modo di conoscere la materia attraverso il tempo e il gesto. Il processo di trasformazione diventa tanto importante quanto l’opera finita: la ripetizione degli atti, la cura dei materiali e la precisione tecnica configurano pratiche che somigliano a rituali. In mostra queste pratiche instaurano un confronto con i manufatti storici del museo, mostrando continuità e discontinuità nei saperi del fare, e rivelando come la tecnica possa essere ponte tra antico e contemporaneo.

Interventi site-specific: museo e spazio pubblico

La mostra non si limita alle sale di Ca’ Pesaro: il progetto si allarga alla Giudecca, con un intervento pubblico presso CREA Cantieri del contemporaneo. In museo, le installazioni dialogano con la collezione di arte giapponese del periodo Edo, mentre sull’isola Miyazaki presenta una scultura modulare pensata per relazionarsi con il paesaggio produttivo dei cantieri. Entrambe le declinazioni sono espressione della capacità dell’artista di adattare e rimodulare forme secondo contesti diversi, mantenendo costante il tema della modularità e della metamorfosi.

La scultura modulare alla Giudecca

La struttura modulare, già sperimentata dall’artista in contesti come il Giardino Imperiale e il Ninfeo della Villa Giulia, viene ripensata per Venezia: i moduli sono riassemblati per rispondere alle dimensioni e ai simboli della Giudecca, dialogando con la tradizione cantieristica locale. Qui la modularità non è solo una soluzione formale, ma un principio relazionale che consente all’opera di cambiare significato a seconda della configurazione e del luogo, rafforzando il legame tra pratica artistica e tessuto urbano.

L’esperienza del visitatore e il valore della città

Visitare From Water To Form significa accedere a un percorso che privilegia la lentezza e l’attenzione sensoriale: il pubblico è invitato a percepire la materia attraverso suoni, luci e il rapporto diretto con lo spazio. L’allestimento mette in evidenza come l’arte possa fungere da lente per rileggere la storia di una città e la sua relazione con l’ambiente. Venezia, in questo contesto, non è soltanto sede espositiva ma coautrice ideale dell’opera, dove gli scambi tra Oriente e Occidente trovano un terreno privilegiato di dialogo.

Per informazioni pratiche: From Water To Form è visitabile al Museo d’Arte Orientale Ca’ Pesaro dal 9 maggio al 13 settembre 2026; gli orari di apertura indicati prevedono l’accesso dal martedì alla domenica, con orario generalmente pensato per favorire la visita mattutina e pomeridiana. L’invito conclusivo è quello a vedere la mostra non solo come esposizione di oggetti, ma come esperienza in cui materia, acqua e memoria si intrecciano per raccontare processi di trasformazione e relazione culturale.

Scritto da Roberto Conti

Convertitore dati motore YDEG-04N per NMEA2000: compatibilità e funzionalità

Milano Design Week 2026: quando il design si indossa con The Queen’s Hat