In un momento cruciale per l’industria della moda, Italia e Francia hanno deciso di unire le forze per affrontare le sfide del settore con un approccio comune. Dopo il 36° Vertice franco-italiano di Antibes, i due paesi hanno avviato un percorso concreto per realizzare un Patto Italia-Francia sulla moda un’iniziativa che potrebbe diventare un modello per altri comparti industriali.
L’accordo, sottoscritto dalla Camera Nazionale della Moda e dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode francese, mira a consolidare la filiera industriale, promuovendo la sostenibilità sociale e ambientale, la legalità e l’innovazione. Un obiettivo ambizioso che vede i due ministri, Adolfo Urso e Sébastien Martin, lavorare fianco a fianco per rafforzare la manifattura europea e garantire rapporti più equilibrati lungo tutta la catena del valore.
Contrastare l’ultra fast fashion: le misure concrete
Uno dei principali ostacoli per il settore della moda europea è l’ultra fast fashion un fenomeno che ha un impatto distorsivo sul mercato e un forte impatto ambientale. Per contrastare questa tendenza, i due paesi hanno introdotto misure concrete. Dal 1° luglio è entrato in vigore un dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE. Inoltre, in Francia è stata promulgata una legge per ridurre l’impatto ambientale dell’industria tessile, che entrerà in vigore l’8 luglio.
Dal 1° novembre, una tassa europea di 2 euro sostituirà le misure nazionali simili, rafforzando ulteriormente la lotta contro l’ultra fast fashion. Queste iniziative mirano a tutelare i consumatori europei da prodotti che mettono a rischio la salute e danneggiano le imprese locali.
Promuovere la sostenibilità e l’innovazione
Il Patto di filiera nel settore della moda non si limita a contrastare le pratiche dannose, ma punta anche a promuovere la sostenibilità e l’innovazione. Tra i temi al centro dell’accordo figurano il rafforzamento della produzione locale, la formazione delle nuove professionalità, la promozione dei giovani designer e la valorizzazione dei marchi di alta gamma e del lusso.
Un ruolo centrale sarà riservato anche alla lotta contro la contraffazione e alla protezione della proprietà intellettuale, aspetti fondamentali per difendere il valore del Made in Italy e del Made in France sui mercati internazionali. L’obiettivo è costruire una strategia industriale comune che permetta all’Europa di preservare il proprio patrimonio produttivo e creativo, consolidando la leadership internazionale della moda attraverso innovazione, qualità e sostenibilità.
Collaborazione in altri settori strategici
L’alleanza tra Italia e Francia non si limita alla moda. I due paesi intendono rafforzare la cooperazione industriale in altri dossier strategici, dall’automotive alle industrie ad alta intensità energetica, dalle materie prime critiche ai semiconduttori, dal nucleare di nuova generazione alle tecnologie green, fino a Spazio e Intelligenza Artificiale applicata ai processi produttivi.
Come hanno dichiarato i ministri Urso e Martin, ‘Italia e Francia agiranno sempre più in sintonia per un’Europa più competitiva, più sovrana, più sicura’. Un impegno concreto per costruire un futuro migliore per l’industria europea, partendo dalla moda e estendendosi a tutti i settori chiave dell’economia.



