Christopher Nolan è noto per le sue regole precise sui set cinematografici, ma una in particolare ha suscitato molta curiosità: il divieto di indossare gli Ugg. Questa scelta, apparentemente banale, nasconde una filosofia profonda legata al modo in cui il regista vive e dirige il cinema.
Durante un’intervista a CBS Mornings Nolan ha spiegato che il divieto non è dettato da un gusto personale, ma dalla necessità di mantenere un’immersione totale nel mondo del film. Gli Ugg, secondo lui, rappresentano un simbolo della modernità che può spezzare la concentrazione degli attori.
L’immersione totale come principio creativo
Nolan ha paragonato gli Ugg ad altri elementi fuori contesto, come qualcuno che mangia patatine fuori campo. Questi dettagli, apparentemente insignificanti, possono riportare improvvisamente gli attori alla realtà, interrompendo l’atmosfera che il regista cerca di creare. “Voglio restare dentro quel momento e voglio che anche gli attori rimangano immersi nella scena”, ha dichiarato.
Questa filosofia è particolarmente evidente nei film come Oppenheimer e Odissea dove l’immersione nel contesto storico è fondamentale. Per Nolan, ogni elemento che possa ricordare agli attori di trovarsi su un set deve essere eliminato, per permettere loro di vivere completamente la storia che stanno raccontando.
La battaglia con Emily Blunt e il regalo degli Ugg
La battaglia contro gli Ugg va avanti da anni, soprattutto durante le riprese di Oppenheimer. Emily Blunt, una delle attrici coinvolte, era solita indossare gli Ugg tra una ripresa e l’altra per alleviare il disagio delle scarpe di scena degli anni Quaranta. Nolan le chiedeva regolarmente di toglierseli prima di iniziare a girare.
Alla fine delle riprese, Blunt decise di vendicarsi con ironia, regalando a Nolan un paio di Ugg. Il regista ha ammesso di averli trovati “davvero molto comodi”, ma ha mantenuto il suo divieto sul set. “È una cosa assurda… non ce l’ho con gli Ugg”, ha detto con un sorriso.
Odissea: un capolavoro imperfetto
Il film Odissea tratto dal celebre poema di Omero, è un esempio perfetto della filosofia di Nolan. Il regista ha reinterpretato il mito con un’attenzione maniacale ai dettagli, cercando di mantenere un equilibrio tra modernità e tradizione. Nonostante le critiche, il film è riuscito a catturare l’essenza del poema originale, offrendo una visione unica e coinvolgente.
Nolan ha spiegato che la colpa di Odisseo non è tanto l’eccidio, ma il sentirsi superiore agli dei. Questo concetto è stato accennato più volte nel film, anche se gli dei stessi sembrano assenti. La legge di Zeus sull’ospitalità è ripetuta più volte, sottolineando l’importanza di rispettare il sacro ospite, un concetto lontano dall’uomo moderno.
È un riflesso della sua filosofia di lavoro, che punta all’immersione totale e alla creazione di un’atmosfera autentica. Questa attenzione ai dettagli è ciò che rende i suoi film unici e indimenticabili.



