Salta al contenuto
11 Settembre 2026

Performance Art Forum 2026: connessioni tra Sudest Asiatico e area Adriatico-Ionica a Venezia

Venezia si prepara ad accogliere il SEA/SEA International Performance Art Forum 2026, un evento che promette di essere un crocevia di culture e idee.

Performance Art Forum 2026: connessioni tra Sudest Asiatico e area Adriatico-Ionica a Venezia

Venezia, con la sua tradizione di incontro tra culture, torna a essere protagonista nel mondo dell’arte contemporanea. Dal 11 al 12 settembre 2026, la città lagunare ospiterà il SEA/SEA International Performance Art Forum un evento che unirà artisti, curatori e operatori culturali del Sudest Asiatico e dell’area Adriatico-Ionica.

Organizzato negli spazi della Fondazione Bevilacqua La Masa il forum non si limita a essere una semplice rassegna di performance. Esso rappresenta un’opportunità per costruire connessioni significative tra territori, esperienze e sensibilità artistiche diverse, utilizzando il mare come elemento unificante.

Venezia: un punto di partenza per una rete internazionale

La Fondazione Bevilacqua La Masa istituzione storica veneziana fondata nel 1898, è il cuore pulsante di questo progetto. La Sala del Camino alla Giudecca accoglierà le performance, ma il rapporto con la Fondazione va oltre la scelta dello spazio espositivo. Il forum mira a coinvolgere attivamente la comunità artistica locale, inclusi artisti, residenti degli atelier, studenti e operatori culturali.

Dietro questo progetto ci sono tre figure chiave: il curatore e storico dell’arte Thomas Berghuis lo storico marittimo e curatore Andrea Bonifacio e l’artista e curatore Moe Satt. Ogni figura porta una prospettiva unica: Berghuis con la sua esperienza nella performance art asiatica e internazionale, Bonifacio con la sua conoscenza delle connessioni culturali marittime, e Satt con il suo impegno nello sviluppo della performance art nel Sudest Asiatico.

Due giornate di performance e scambio culturale

L’11 settembre, dalle 10 alle 17, la Sala del Camino ospiterà le performance di Tintin WuliaLori Lako e Meri Dishnica insieme agli interventi online di Moe SattYiannis Mitrou e Filippos Tsitsopoulos. Il giorno successivo, dalle 10 alle 13, il programma continuerà con Francesco NordioChuyia Chia e Natasha Nedelkova.

Nel pomeriggio del 12 settembre, dalle 16 alle 18, il Palazzetto Tito di Dorsoduro ospiterà l’International Symposium dove Thomas BerghuisVicky KonstantinidisAndi Tepelena e Andrea Bonifacio dialogheranno con gli artisti su temi come le pratiche locali e translocali, le geografie e le nuove forme di collaborazione.

Il mare come rete di connessioni

La domanda che guida il SEA/SEA è semplice: cosa può fare oggi la performance art quando gli artisti attraversano i mari per incontrarsi? La risposta non è teorica, ma pratica: il corpo dell’artista, il pubblico e lo spazio condiviso diventano gli elementi essenziali di un’esperienza che va oltre la rappresentazione culturale.

Venezia, durante la Biennale, diventa il luogo ideale per iniziare questo viaggio. L’ambizione è sviluppare una rete che si estenda dal Mediterraneo all’Oceano Indiano, coinvolgendo Asia, Europa e Africa attraverso programmi di mobilità, nuove performance e collaborazioni. Il primo approdo è Venezia, ma il viaggio di SEA/SEA comincia proprio da qui.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.