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16 Settembre 2026

Raduno itinerante 1522 e simboli rossi a sostegno delle donne

Milano ospita un corteo di auto d'epoca con il bollo 1522, mentre le 100 Sedie Rosse e una panchina rossa a Bergamo rafforzano il messaggio contro la violenza di genere.

Raduno itinerante 1522 e simboli rossi a sostegno delle donne

Il prossimo 20 settembre Milano diventa teatro di un’azione sociale che combina cultura, mobilità storica e arte urbana. L’evento, denominato 1522 | Motori in marcia contro la violenza sulle donne vede protagoniste centinaia di auto e moto d’epoca che, invece dei tradizionali numeri di gara, espongono il bollo 1522. Questo numero è il riferimento al numero verde nazionale antiviolenza e stalking attivo 24 ore su 24, gratuito e anonimo, istituito dal Dipartimento per le Pari Opportunità.

Le 100 Sedie Rosse: un simbolo permanente nel cuore di UpTown

Dal 2020, l’aia di Cascina SpazioVivo, fulcro dell’avanzato quartiere UpTown, accoglie un’installazione minimalista ma potente: cento sedie rosse liberamente disponibili per chiunque desideri fermarsi, incontrarsi o semplicemente riposare. Il colore rosso richiama il segnale globale di lotta contro la violenza di genere. Nessuna logica commerciale, solo un luogo pubblico pensato per la condivisione e la riflessione. Ogni anno l’installazione viene arricchita da mostre, laboratori e incontri, mantenendo viva la sua funzione di manifesto urbano contro la violenza.

Da Cascina SpazioVivo alle strade milanesi

Per la prima volta, le 100 Sedie Rosse usciranno “virtualmente” dal loro spazio fisico per accompagnare il corteo di auto e moto d’epoca. Il percorso parte da Legnano, prosegue per Viale De Gasperi, attraversa l’Arco della Pace e l’Arena, per terminare nuovamente a Cascina SpazioVivo. L’evento è co-organizzato da Città Metropolitana di Milano, Museo Fratelli Cozzi di Legnano, Scuderia Sant Ambroeus e da UpTown Milano, che ha curato fin dal 2020 la presenza delle sedie rosse.

Il corteo itinerante: bollo 1522 al posto del numero di gara

Ogni veicolo partecipa al raduno senza il consueto numero di targa sportiva: al suo posto, sul targa stessa è affisso il bollino 1522. In questo modo, la sfilata si trasforma in un corteo di alleanza collettiva, rendendo visibile a tutti il riferimento al numero verde antiviolenza. Il simbolismo del colore e del numero è enfatizzato da un grande selfie collettivo, girato da un drone alle 15:22, data scelta appositamente per rimandare al codice di emergenza.

Solidarietà concreta: donazioni e mensa condivisa

Durante l’attesa a Cascina SpazioVivo, gli organizzatori allestiscono una mensa conviviale aperta a tutti i partecipanti. L’ingresso è gratuito, ma è previsto un contributo volontario a favore della Fondazione Una Nessuna Centomila che sostiene i centri antiviolenza sul territorio milanese. Questo gesto trasforma il raduno in un’opportunità di raccolta fondi, oltre che in una celebrazione della mobilità storica.

Bergamo: panchina rossa e ricordo di Yara

Il 19 settembre, la Lombardia vive un altro capitolo di questa campagna contro la violenza di genere. A Bergamo, i motociclisti del Moto Club Bergamo, in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e il Comune di Brembate di Sopra, percorrono un itinerario simbolico indossando pettorine rosa. Il punto focale è una panchina rossa installata nella Città Alta, che invita i passanti a fermarsi per riflettere sul tema.

Ritrovo a Brembate di Sopra: ricordo di Yara

Dopo la sosta a Colle Aperto, il corteo prosegue verso Brembate di Sopra, luogo natale della vittima Yara. Qui, alle 16:30, davanti al cimitero, si svolge un momento di raccoglimento e preghiera. Il pomeriggio si chiude con un rinfresco e la raccolta di fondi destinati alla Fondazione “La passione di Yara” impegnata nella prevenzione del femminicidio.

Impatto e prospettive future

L’insieme di iniziative a Milano e Bergamo dimostra come lo sport, l’arte urbana e la mobilità storica possano convergere per dare voce a cause sociali cruciali. L’uso del colore rosso, sia nelle sedie, sia nella panchina, sia nel bollino 1522, crea un linguaggio visivo condiviso che supera confini geografici e settori. La speranza è che questi simboli diventino punti di riferimento permanenti, capaci di coinvolgere cittadini, appassionati di motori e istituzioni in un impegno continuo contro la violenza di genere.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.