Il debutto di Shein alla Borsa di Hong Kong ha segnato un momento cruciale per il settore della moda, evidenziando le profonde trasformazioni in corso. Con un’apertura in flessione del 10% e un successivo recupero, il titolo ha chiuso la giornata sulla parità, riflettendo le incertezze e le opportunità di un mercato in rapida evoluzione.
La quotazione di Shein, che ha raccolto 13,60 miliardi di dollari di Hong Kong, rappresenta un passo significativo per l’azienda, ma anche un segnale delle sfide che deve affrontare. La valutazione di circa 26,3 miliardi di dollari è ben lontana dai 100 miliardi del 2022, un chiaro indicatore delle pressioni che il settore sta vivendo.
Le sfide del mercato e le strategie di Shein
Shein ha costruito il suo successo su un modello di ultra-fast fashion caratterizzato da tempi di produzione estremamente rapidi e prezzi accessibili. Tuttavia, questo modello sta affrontando nuove sfide normative e commerciali. L’aumento dei costi logistici, dovuto in parte alla guerra in Iran, e la fine delle esenzioni doganali negli Stati Uniti e nell’Unione Europea hanno compresso i margini di redditività dell’azienda.
Nel primo trimestre del 2026, Shein ha registrato una perdita di 99 milioni di dollari, un netto calo rispetto all’utile di 395 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. I costi di fulfilment sono aumentati dal 42% al 48% dei ricavi, mentre le spese di marketing sono salite dall’11% al 16%. Questi dati riflettono le difficoltà di mantenere un modello di business basato su prezzi contenuti in un contesto di crescenti pressioni economiche.
Le criticità strutturali e di mercato
Le criticità di Shein non si limitano ai costi operativi. L’azienda ha affrontato numerose critiche per le condizioni di lavoro nelle sue filiere produttive, inclusa la presenza di manodopera minorile. Inoltre, sono emerse pratiche commerciali ingannevoli e la vendita di prodotti illegali, come bambole sessuali con fattezze infantili, che hanno portato a multe e indagini da parte delle autorità europee.
Il tentativo di Shein di prendere le distanze dal regime cinese, trasferendo la sede legale a Singapore e nominando un nuovo presidente esecutivo, non ha avuto l’effetto desiderato. Le autorità cinesi non hanno autorizzato la quotazione a New York, e il tentativo di quotarsi a Londra è fallito per mancanza di approvazione da parte delle autorità cinesi. Questo ha reso ancora più complessa la situazione per l’azienda, che ora deve affrontare nuove normative commerciali, come l’aumento dei dazi sui pacchi di basso valore provenienti dalla Cina.
Il settore moda in evoluzione
Il debutto di Shein ha messo in luce la frammentazione del settore moda con dinamiche molto diverse tra lusso, fast fashion e ultra-fast fashion. Gabriel Debach, market analyst di eToro, ha evidenziato come la crescita di Shein abbia rallentato, con un incremento dell’1,1% nel primo trimestre del 2026 e un calo del 14% nei ricavi negli Stati Uniti.
Nel frattempo, il settore del lusso mostra una forte dispersione, con LVMH e Hermès in calo, mentre Zegna registra un aumento del 31%. Nel fast fashion industriale, Inditex segna un aumento del 40% nell’ultimo anno, mentre Zalando resta negativa. Questi dati indicano che il mercato premia chi riesce a combinare velocità, controllo delle scorte, flessibilità della filiera e qualità dei margini.
Le sfide normative, commerciali e reputazionali che l’azienda deve affrontare sono un chiaro segnale delle trasformazioni in corso. Tuttavia, la capacità di adattamento e innovazione di Shein potrebbe ancora giocare un ruolo cruciale nel suo futuro successo.



