La quiete di una serata a Belfast è stata spezzata da un atto di violenza che ha scatenato una reazione a catena di proteste e scontri in tutto il Regno Unito. Un uomo di origine sudanese, arrivato nel paese come richiedente asilo, ha aggredito brutalmente un uomo di circa 40 anni, tentando di decapitarlo in strada. L’episodio, catturato in un video virale, ha acceso le tensioni sull’immigrazione, già alte dopo recenti eventi tragici.
L’aggressione è avvenuta su Kinnaird Avenue, davanti a un complesso residenziale. La vittima, gravemente ferita al volto, al collo e alla schiena, è stata trasportata in ospedale in condizioni critiche. L’aggressore, bloccato da alcuni passanti con l’aiuto di una mazza da hurling, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. La polizia ha recuperato sul posto un coltello da cucina e ha classificato l’episodio come un critical incidentriservato agli eventi di particolare gravità.
Il percorso dell’aggressore e le polemiche politiche
Il capo della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, ha rivelato che l’aggressore è arrivato in Europa dal Sudan, passando per Parigi e Dublino, prima di raggiungere Belfast in autobus nel febbraio del 2026. Una volta in Irlanda del Nord, ha presentato domanda di asilo e ha ottenuto il permesso di soggiorno nel settembre dello stesso anno. Queste informazioni hanno immediatamente innescato polemiche politiche.
Nigel Farage, leader di Reform Uk, ha chiesto al governo di rendere pubblici ulteriori dettagli sullo status dell’arrestato, sostenendo che i cittadini hanno diritto alla verità. Farage ha accusato le autorità britanniche di concedere permessi di soggiorno con eccessiva facilità, affermando che il ‘leave to remain’ viene distribuito come fossero caramelle. Anche la leader Tory Kemi Badenoch ha chiesto chiarezza sull’identità dell’aggressore e sull’eventuale esistenza di falle nel sistema di controllo delle frontiere.
Le reazioni delle istituzioni
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha definito l’accaduto agghiacciante e ripugnanteesprimendo solidarietà alla vittima e ringraziando i soccorritori e i cittadini che sono intervenuti per fermare l’assalitore. Emma Little-Pengelly, vicepremier nordirlandese, ha lanciato un appello alla calma, chiedendo alle persone di protestare in modo pacifico. La ministra per la giustizia, Naomi Long, ha aggiunto che non possiamo permettere che vinca l’odio.
Proteste e scontri in tutto il Regno Unito
Le proteste anti-immigrati si sono diffuse rapidamente in diverse parti del Regno Unito. In Scozia, il ponte di Glasgow è stato chiuso al traffico, mentre nel centro della città la polizia è intervenuta per arginare manifestazioni contro gli immigrati. Situazioni simili si sono verificate a Edimburgo e a Southampton, sulla costa meridionale del Regno Unito.
Gruppi di manifestanti con il viso coperto hanno preso d’assalto un edificio dove alloggiano migranti, incendiando auto e bidoni. Il traffico è stato bloccato e la polizia ha dovuto dispiegare forze massicce per contenere la situazione. Le tensioni sono cresciute ulteriormente dopo la morte di un giovane bianco, Henry Nowak, per mano di un Sikh che lo aveva falsamente accusato di odio razziale.
Il capo della polizia Boutcher ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a lasciare che la polizia conduca le indagini senza interferenze. Nonostante gli appelli alla moderazione, la situazione rimane tesa e le proteste continuano a diffondersi.



