Tenuta Borgo la Caccia, Lugana e impresa sociale tra sostenibilità e gusto

A pochi passi dal lago di Garda, Borgo la Caccia è un esempio di impresa agricola sociale che produce Lugana e vini rossi mentre promuove il reinserimento lavorativo e la sostenibilità del territorio

Aggrappata alle morbide colline moreniche che guardano il lago di Garda, la Tenuta Borgo la Caccia occupa novanta ettari, di cui cinquanta dedicati ai vigneti. A uno sguardo distratto sembra la classica azienda agrituristica con edifici in pietra e spazi pensati per l’accoglienza, ma dietro l’apparenza si sviluppa un progetto che mette al centro la persona: produzione enologica di pregio integrata a una chiara vocazione sociale.

La proprietà è nata per volontà di Gianni Bonomelli e oggi si muove come una realtà organizzata tramite la Cooperativa Sociale Società Agricola Onlus, inserita nella rete della comunità terapeutica Lautari. Gli spazi, la cantina e le tecnologie modernamente adottate convivono con un impegno concreto verso inclusione, formazione e valorizzazione di persone in condizioni di fragilità.

Filosofia, territorio e sostenibilità

La filosofia aziendale combina tradizione, sostenibilità e innovazione: i processi produttivi fondono tecniche moderne con pratiche tramandate, con l’obiettivo di una viticoltura rispettosa del suolo e dell’ecosistema locale. La tenuta è certificata SQNPI e lavora per mantenere un equilibrio tra produzione e tutela ambientale, facendo della terra non solo una risorsa economica ma anche uno strumento di relazione e crescita. La gestione dei vigneti privilegia metodi che riducono l’impatto e promuovono la resilienza del paesaggio agricolo circostante.

Costruzione, materiali e identità

I lavori di costruzione, realizzati nell’arco di tre anni dal 1999 al 2002, hanno privilegiato il recupero di materiali locali e oggetti d’epoca: ogni pietra ed elemento decorativo racconta una storia e contribuisce all’identità del borgo. Questo approccio al restauro e alla ristrutturazione rende gli spazi accoglienti e versatili, adatti sia a eventi aziendali che a celebrazioni private. La cura estetica non è fine a sé stessa ma parte integrante di un progetto che mira a valorizzare il territorio e la sua memoria.

Il modello sociale e la produzione agricola

La Cooperativa non si limita alla produzione di vini, miele e altri prodotti agricoli: è uno strumento operativo per il reinserimento lavorativo e l’accompagnamento socioculturale di persone con percorsi di fragilità. L’attività quotidiana in vigna e in cantina assume così una doppia valenza: economica e terapeutica. Il lavoro agricolo diventa esperienza concreta di responsabilità sociale capace di generare valore umano oltre al prodotto finale, trasformando la natura in opportunità di relazione e crescita.

Organizzazione territoriale e varietà produttive

I vigneti sono distribuiti su due grandi appezzamenti: le parcelle a Pozzolengo sono dedicate alle uve bianche, in particolare alla Turbiana utilizzata per il Lugana, mentre le vigne a San Martino della Battaglia ospitano i vitigni a bacca rossa. Questa divisione permette di esprimere al meglio le caratteristiche pedoclimatiche di ciascuna area, ottenendo vini distinti e coerenti con la vocazione del territorio.

I vini: descrizione e note di degustazione

La produzione comprende diverse espressioni della Turbiana e un rosso di carattere. Il metodo di vinificazione varia dal classico affinamento in acciaio e legno all’uso di anfore in terracotta, scelte che puntano a offrire profili aromatici diversi pur mantenendo la matrice territoriale riconoscibile.

KAMES 2026 (Lugana Doc metodo classico millesimato brut): made con Turbiana in purezza, sosta sui lieviti per 27 mesi e dosaggio di 6,8 g/l; presenta un colore giallo paglierino, bollicina fine e profumi di frutta bianca, fiori e note di pasticceria; al palato è elegante, con buona acidità e un finale lievemente amaricante che ne firma la personalità.

Lugana Doc 2026: fermentato e affinato in acciaio dopo lunga permanenza sulle fecce fini; colore paglierino e profumi di fiori, agrumi e erbe di campo; offre freschezza e una struttura verticale con richiami minerali, mostrando però la giovane necessità di integrazione dell’alcol.

InAnfora 2026 (Lugana Doc): maturato per sei mesi in anfora e poi in acciaio, regala riflessi dorati e un bouquet complesso di agrume, fiori bianchi, frutta matura e spezie; sapidità e freschezza conferiscono ottimo volume al sorso. InLegno 2026 (Lugana Doc): fermentazione e affinamento per dieci mesi in botte grande, profumi avvolgenti di tostature e spezie, buona freschezza e persistenza che ricordano l’affinamento in legno.

CarmenNoire 2026 (Alto Mincio IGT rosso): 100% Carmenere, sedici mesi in barrique; colore rosso rubino intenso, intensi sentori di more, pepe nero, note balsamiche e di sottobosco; struttura solida, tannino deciso ma integrato e finale lungo, fruttato e speziato.

In sintesi, Borgo la Caccia è una realtà che intreccia cura del paesaggio, qualità enologica e responsabilità sociale: una tenuta che mette al centro la terra e le persone, trasformando il lavoro agricolo in un progetto sostenibile e inclusivo.

Scritto da Federica Bianchi

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