Il settore del tessile-abbigliamento italiano continua a rappresentare un pilastro fondamentale del manifatturiero nazionale nonostante un contesto globale caratterizzato da rallentamenti della domanda, tensioni geopolitiche e una crisi nel settore del lusso. Questo è quanto emerge dal recente rapporto presentato durante l’Assemblea generale di Confindustria moda intitolato ‘Le nuove rotte: trasformarsi per restare leader’.
Performance e sfide del settore nel 2026
Nel 2026, il comparto ha registrato un fatturato di 58,39 miliardi di euro, in calo del 2,4% rispetto all’anno precedente. L’export che rappresenta il 63,3% del giro d’affari complessivo, si è attestato a 36,94 miliardi di euro, con una diminuzione dell’1,6%. Nonostante queste difficoltà, il saldo commerciale è rimasto positivo, pari a 10,48 miliardi di euro.
Il settore conta attualmente 37.331 imprese e 372.200 addetti, numeri in diminuzione rispetto al 2026 ma che confermano comunque il peso strategico della filiera per l’economia nazionale. Barbara Cimmino, vicepresidente per l’export e l’attrazione degli investimenti di Confindustria, ha sottolineato l’importanza di aprire nuove rotte commerciali e di coniugare competitivitàinnovazione e sostenibilità.
Il settore degli accessori per moda: segnali di ripresa
Il settore degli accessori per moda sta mostrando segnali di ripresa, grazie soprattutto all’export. Secondo l’ultimo rapporto di Confindustria Accessori Moda che rappresenta circa 10.000 imprese dei settori calzaturiero, pelletteria, pellicceria e concia, il periodo di crisi sembra ormai alle spalle. Più della metà delle attività ha aumentato la produzione, con un incremento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2026.
Tuttavia, il settore risente ancora degli effetti dell’inflazione dei costi che ha portato molte persone a rinunciare all’acquisto di scarpe o articoli in pelle. Nonostante il ricorso alla cassa integrazione sia calato, gli addetti sono diminuiti dell’1,3% e le aziende del 2,1%. L’artigianato italiano continua a essere apprezzato all’estero, con un aumento delle esportazioni in Medio Oriente e verso gli Stati Uniti d’America nonostante i dazi voluti da Donald Trump.
La candidatura Unesco per l’arte italiana della calzatura
In un contesto di complessità, il settore sta cercando di rafforzare la sua posizione a livello internazionale. Lo scorso 11 giugno a Roma si è riunito il Comitato promotore per candidare l’arte italiana della calzatura come patrimonio immateriale dell’Unesco. Questo riconoscimento potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti per il Made in Italy.
Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda, ha sottolineato la resilienza delle imprese della filiera, che continuano a investire, innovare e preservare competenze e occupazione. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di misure concrete per sostenere le imprese in questa fase complessa, come strumenti per favorire l’accesso al credito, sostegno agli investimenti e strategie per migliorare la competitività delle produzioni italiane.



