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13 Giugno 2026

Affidamento in prova per Alberto Stasi: uscita da Bollate e vincoli dei servizi sociali

Alberto Stasi ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali dopo anni di semilibertà e lavoro esterno; resterà soggetto a prescrizioni fino al termine del periodo di pena residua

Affidamento in prova per Alberto Stasi: uscita da Bollate e vincoli dei servizi sociali

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasiche lascia il carcere di Bollate dopo oltre dieci anni di detenzione. La decisione, depositata in mattinata, consente all’uomo di scontare la parte finale della pena al di fuori dell’istituto penitenziario, ma con una serie di obblighi e vincoli fissati dalla magistratura di sorveglianza.

Motivazioni del provvedimento e percorso carcerario

Nel valutare la richiesta la Procura generale, diretta dalla procuratrice Francesca Nanni e rappresentata in udienza dalla sostituta pg Valeria Marinoha espresso parere favorevole. A pesare nella decisione sono state la buona condotta di Stasi, le relazioni positive redatte dall’équipe del carcere di Bollate e l’itinerario graduale che ha portato l’imputato da lavoro esterno a semilibertà e poi alla richiesta di affidamento. Il residuo di pena, inferiore ai quattro anni, ha inoltre reso possibile l’applicazione di questo istituto previsto per l’esecuzione penale.

Stasi è detenuto dal 12 dicembre 2015 e deve scontare una condanna definitiva a 16 anni per il delitto di Chiara Poggi. Tenendo conto degli sconti legati alla buona condotta, il termine teorico della pena è fissato per il 22 ottobre 2028. Negli ultimi anni il percorso di esecuzione ha incluso il lavoro esterno ottenuto nel 2026i permessi premio e la concessione della semilibertà nell’aprile del 2026.

Elementi valutati dal Tribunale

Tra gli elementi che hanno convinto la magistratura a concedere l’affidamento vi sono la regolarità del comportamento carcerario, l’attività lavorativa svolta a Milano come contabile e il rispetto delle prescrizioni già previste nelle fasi precedenti del percorso trattamentale. La Procura ha anche evidenziato che Stasi ha versato risarcimenti alla famiglia della vittima e ha evitato interviste alla stampa dopo le precedenti fasi di rilievo mediatico.

Modalità dell’uscita e disposizioni pratiche

L’uscita dall’istituto è avvenuta in mattinata, tramite un accesso secondario del carcere, intorno alle ore 10:30-11:00per evitare l’affollamento dei cronisti all’esterno. I legali, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensisavevano presentato l’istanza in forma riservata e mantenuto segreta la notizia fino all’udienza, riducendo così l’attenzione mediatica diretta sul momento dell’uscita.

La misura non equivale a una revoca della condanna né è collegata formalmente a eventuali procedure di revisione del processo che si stanno valutando: la Procura generale sta infatti esaminando le carte inviate dalla procura di Pavia sulla richiesta di revisione, ma quella è una fase distinta e indipendente rispetto all’esecuzione penale e alla concessione dell’affidamento.

Vincoli e rischi in caso di violazioni

Dal momento dell’affidamento in prova, Stasi dovrà rispettare specifiche prescrizioni imposte dalla magistratura di sorveglianza, mantenere un’attività lavorativa o di utilità sociale e sottoporsi ai controlli previsti. In caso di violazioni il beneficio potrà essere revocato e l’interessato potrebbe tornare in carcere per il completamento della pena residua.

Il provvedimento rappresenta per Stasi l’ultimo passo prima della completa estinzione della pena, a condizione che il comportamento esterno rimanga conforme alle disposizioni. Per l’ex studente della Bocconi l’uscita segna l’inizio di una nuova fase personale e giudiziaria, che continuerà ad essere oggetto di attenzione pubblica fino a eventuali sviluppi procedurali sulla vicenda.

Sul piano politico, la vicenda ha suscitato commenti anche a livello istituzionale: il ministro della Giustizia ha definito il caso come un esempio di elemento «anomalo» nel sistema processuale, richiamando l’attenzione sulle contraddizioni emerse nel lungo iter giudiziario che ha portato a condanne e assoluzioni in diversi gradi di giudizio.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.