Salta al contenuto
8 Luglio 2026

Agentic commerce: come l’AI sta cambiando il modo di fare acquisti

L'intelligenza artificiale potrebbe presto diventare il tuo personal shopper virtuale. Scopri come questa tecnologia sta cambiando il mondo dello shopping online e quali sono le prospettive future.

Agentic commerce: come l'AI sta cambiando il modo di fare acquisti

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando il modo in cui facciamo acquisti online. Una delle applicazioni più innovative è l’agentic commerce un sistema che permette agli assistenti virtuali come ChatGpt o Gemini di gestire l’intero processo d’acquisto per conto degli utenti.

Secondo una ricerca condotta da Adyen un’azienda specializzata nei pagamenti digitali, il 43% degli intervistati sarebbe disposto a lasciare che un assistente AI completi gli acquisti per loro conto. Questo dato è particolarmente rilevante tra i Millennial con il 45% che si dichiara pronto a delegare l’acquisto all’AI.

L’adozione dell’AI nello shopping online

L’adozione di assistenti AI per lo shopping è già in crescita. Il 34% dei consumatori italiani ha utilizzato assistenti AI per semplificare la propria esperienza di acquisto negli ultimi 12 mesi. A guidare questa tendenza sono soprattutto i Gen Z (52%) e i Millennial (44%).

Tra chi usa assistenti AI quando fa shopping, il 65% dice che li aiuta a risparmiare tempo e il 64% concorda sul fatto che aiutino a orientarsi tra le troppe opzioni online. Inoltre, il 54% vorrebbe che i retailer impiegassero l’AI per suggerimenti proattivi sui prodotti.

Le preoccupazioni dei consumatori

Nonostante l’entusiasmo, ci sono ancora molte preoccupazioni riguardo all’uso dell’AI per gli acquisti. Alla domanda su cosa sia più importante per affidare all’AI la finalizzazione dell’acquisto, i consumatori italiani indicano come priorità processi di reso/rimborso e assistenza post-acquisto semplici e senza complicazioni (38%). Seguono la fiducia che l’AI ottimizzi l’acquisto per il prezzo più basso/il miglior rapporto qualità-prezzo (34%) e chiarezza su chi sia responsabile in caso di errori o problemi (32%).

Per chi invece non è ancora pronto a delegare all’AI le proprie scelte di spesa, le principali preoccupazioni riguardano il bisogno percepito, il controllo e il rischio. Il 48% cita la perdita di controllo, il 39% dice di non vederne la necessità perché ‘fare shopping è già abbastanza semplice’, e il 36% teme errori. Inoltre, il 36% indica timori legati a privacy e sicurezza dei dati di pagamento.

Le prospettive future

I retailer sono consapevoli sia dell’opportunità sia dei rischi legati all’AI. In Italia, l’80% afferma di essere aperto ad abilitare l’agentic commerce. Il 41% lo considera una priorità strategica e il 48% dichiara di voler investire nella tecnologia entro i prossimi 12 mesi.

‘Se da un lato una quota rilevante di retailer sta già dando priorità a questa tecnologia, dall’altro resta forte il timore di perdere la relazione diretta con il cliente,’ ha commentato Gabriele Bellezze Country Manager di Adyen Italia. ‘La direzione è rendere l’AI un canale aggiuntivo potente, che offra ai consumatori un nuovo modo di acquistare, garantendo però che il retailer mantenga il controllo sulla relazione e sui dati. Il punto non è solo la tecnologia: è la relazione.’

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.