Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma, ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo 540 giorni di detenzione. Il suo rilascio è avvenuto in un mercoledì di caldo torrido, tra abbracci, striscioni e una folla di simpatizzanti e cronisti. Alemanno, in maglietta a maniche lunghe blu, ha subito rivendicato la sua innocenza e ha attaccato il governo Meloni per la gestione del sovraffollamento carcerario.
Le dichiarazioni di Alemanno all’uscita dal carcere
Al suo rilascio, Alemanno ha dichiarato: “Esco dal carcere da innocente”. Ha poi criticato il governo Meloni, affermando che “non ha fatto nulla” per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario. L’ex sindaco ha annunciato che ne parlerà con il ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Alemanno ha parlato anche del suo futuro politico, definendo Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, “una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa”. Ha precisato di non essere d’accordo su tutto con Vannacci, ma ha lodato il suo coraggio e la sua capacità di cambiare. “Io sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice. In Italia non c’è niente da conservare e bisogna cambiare tutto. Questa è la verità”, ha dichiarato.
La detenzione e il diario di cella
Alemanno era stato condannato in via definitiva a 1 anno e 10 mesi di reclusione per traffico di influenze illecite. Inizialmente gli era stata concessa la misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali, ma il 31 dicembre 2026 il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha disposto la revoca della misura per violazioni delle prescrizioni imposte.
Durante la sua detenzione, Alemanno ha iniziato un vero e proprio “diario di cella”, raccontando la sua esperienza nel carcere di Rebibbia. Ha descritto un universo carcerario “degradato e abbandonato a se stesso”, ma ha anche incontrato una popolazione detenuta che “stringe i denti e non si lascia tramortire”. “Uscendo dal carcere – ha scritto – mi sembra quasi di disertare una trincea”.
Le critiche al sistema carcerario
Alemanno ha criticato duramente il sistema carcerario italiano, definendolo una “vergogna per la Repubblica”. Ha parlato di celle dove “si muore di caldo” e di una mancanza di opportunità di riscatto per i detenuti. “La battaglia per il sovraffollamento non ha colore politico. Non è di destra o di sinistra. È una questione che riguarda la Repubblica italiana”, ha dichiarato.
L’ex sindaco ha anche criticato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, affermando che non ha ancora visitato le celle e parlato con i detenuti. “Con il 140% di affollamento non si riesce a fare nulla. Bisogna creare un processo di rieducazione e dare una possibilità a chi lo merita perché soltanto abbattendo la recidiva si difende fino in fondo la sicurezza dei cittadini”, ha detto Alemanno.
Il ministro Nordio ha risposto alle dichiarazioni di Alemanno, affermando di aver visitato gran parte delle carceri italiane e di conoscere la loro condizione. “Una situazione sedimentatasi nei decenni è difficile poterla risolvere in termini concreti”, ha dichiarato Nordio.



