In un angolo nascosto di Venezia, tra le antiche mura del carcere femminile della Giudecca, si sta tessendo una storia di rinascita. Qui, all’interno della Casa di reclusione femminile le detenute stanno imparando un mestiere che potrebbe cambiare il loro futuro: la sartoria. Grazie al progetto Banco Lotto N°10 gestito dalla cooperativa sociale Il Cerchio le donne recluse stanno acquisendo competenze professionali nel settore della moda, creando capi di alta qualità che hanno attirato l’attenzione del pubblico e della critica.
Il progetto, nato nel 1999, ha recentemente raggiunto un traguardo significativo: le detenute hanno sfilato indossando gli abiti che hanno creato, in un evento chiamato “La Valigia Fantasma”. Questo evento, organizzato dalla direttrice Maurizia Campobasso, ha visto le donne protagoniste non solo come artigiane, ma anche come modelle, mostrando al mondo il frutto del loro lavoro e della loro creatività.
La sfilata “La Valigia Fantasma”
Il 10 settembre, nel cortile della Casa di reclusione femminile della Giudecca, si è tenuta la sfilata “La Valigia Fantasma”. Per la prima volta, le detenute hanno indossato gli abiti che hanno cucito, mostrando al pubblico la loro abilità e il loro talento. Gli abiti, realizzati con tessuti pregiati come le sete indiane e i materiali veneziani della Tessitura Luigi Bevilacqua sono stati acclamati dal pubblico presente.
La direttrice Maurizia Campobasso ha spiegato il significato dell’evento: “Ogni donna che entra in carcere porta con sé un bagaglio di errori e sofferenze, di capacità che devono essere riscoperte. Il lavoro ridà dignità e autonomia, capacità di ricostruire il proprio futuro nella legalità.”
La partecipazione del viceministro alla Giustizia
Alla sfilata ha partecipato anche il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha ricevuto una toga realizzata dalle detenute. “La porterò con orgoglio”, ha dichiarato Sisto, sottolineando l’importanza del progetto e la necessità di andare oltre i muri del carcere per promuovere il reinserimento sociale.
Il pop-up store e il negozio a Rialto
Oltre alla sfilata, il progetto Banco Lotto N°10 ha visto l’apertura di un pop-up store al Lido di Venezia, in occasione dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il negozio, situato in Lungomare Marconi 32, ha esposto e venduto i capi della collezione “Una per una” realizzati dalle detenute sotto la direzione creativa di Margherita Uliana.
Inoltre, è stato inaugurato un nuovo spazio-negozio in Rio Terà Sant’Aponal 1160, nei pressi di Rialto. Il progetto architettonico, firmato da Alfredo Brillembourg, fondatore di Urban-Think Tank, trasforma la griglia tradizionalmente associata alla separazione in una struttura aperta e dinamica, capace di accogliere i capi e il movimento delle persone.
La visita di Greta Scarano e Alberto Barbera
Tra i visitatori del pop-up store al Lido di Venezia c’è stata anche Greta Scarano, conduttrice della Mostra del Cinema insieme a Nicolas Maupas, accompagnata dal presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e dal direttore della Mostra Alberto Barbera. La visita ha portato l’attenzione sul lavoro della sartoria e sulle donne della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, che attraverso la formazione, la creatività e la professionalità lavorano alla realizzazione delle collezioni.
Il progetto Banco Lotto N°10
Banco Lotto N°10 è il brand della sartoria della Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, un progetto della Cooperativa Sociale Il Cerchio. Da oltre vent’anni, il laboratorio offre alle donne detenute una formazione professionale nel settore sartoriale, sotto la direzione artistica di Margherita Uliana.
Il progetto si basa sulla possibilità di acquisire competenze e costruire professionalità attraverso un lavoro retribuito e inserito in una filiera produttiva reale. Le donne che lavorano nella sartoria non vengono riconosciute soltanto come destinatarie di un percorso di assistenza, ma per le competenze che sviluppano e per il valore del lavoro che producono.
Ogni capo nasce dalla combinazione tra ricerca progettuale, qualità dei materiali e precisione della lavorazione. Tra i tessuti utilizzati ci sono le sete indiane e i preziosi materiali veneziani della Tessitura Luigi Bevilacqua. Ogni acquisto sostiene direttamente il programma di formazione, l’acquisto dei materiali e le iniziative educative della Cooperativa Sociale Il Cerchio.



