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18 Ottobre 2026

Chris Pratt e il Papa al documentario su San Pietro, Festival di Roma

Chris Pratt e il Papa conducono il pubblico in un viaggio dentro la tomba di San Pietro, tra fede, archeologia e emozioni.

Chris Pratt e il Papa al documentario su San Pietro, Festival di Roma

Il 16 ottobre la Festa del Cinema di Roma ha dato il via a una serata speciale, dedicata a un documentario che celebra i quattro secoli trascorsi dalla consacrazione della Basilica di San Pietro. L’evento, ambientato nel prestigioso Teatro Studio “Gianni Borgna” dell’Auditorium Parco della Musica, ha raccolto applausi calorosi, soprattutto per la presenza inaspettata del pontefice, che ha benedetto l’inizio di una proiezione destinata a diventare un punto di riferimento per la ricerca spirituale e storica.

Il documentario “Pétros ení”: una narrazione tra fede e archeologia

Realizzato da AF Films in collaborazione con Vatican Media e la Fabbrica di San Pietro il film è stato diretto da Paula Ortiz e scritto da Andrea Tornielli. Il narratore scelto è l’attore hollywoodiano Chris Pratt la cui voce accompagna lo spettatore lungo un percorso di circa sessanta minuti, privo di ogni post-produzione basata su intelligenza artificiale. L’obiettivo dichiarato negli opening credits è quello di offrire immagini autentiche, catturate direttamente all’interno della necropoli vaticana, per far emergere la tomba di San Pietro senza filtri digitali.

Nel film, Pratt parte dall’esterno della basilica, percorrendo la piazza di San Pietro in una notte silenziosa, per poi avventurarsi tra le navate illuminate, dove ogni colonna e ogni statua parlano di una storia millenaria. La telecamera segue il suo cammino, alternando inquadrature ravvicinate di reliquie e ampie vedute dell’intera struttura, rendendo tangibile la sensazione di essere un pellegrino moderno. La narrazione si dipana tra ricostruzioni storiche della basilica costantiniana, l’esplorazione della necropoli romana e la scoperta dei resti dell’Apostolo, una sequenza che culmina nella rivelazione della semplice cassetta contenente le ossa di Pietro.

Il percorso archeologico sotto la Basilica

Il documentario ricostruisce anche le fasi più importanti degli scavi. Gli incontri archeologici furono avviati da Pio XII durante la Seconda guerra mondiale, quando i “sampietrini” e i “fossori” cominciarono a sondare il suolo sotto la basilica. Decenni più tardi, sotto il pontificato di Paolo VI le ricerche furono conclude con la conferma dei resti di Pietro, grazie al contributo dell’epigrafista Margherita Guarducci e del responsabile della necropoli Pietro Zander. Il film inserisce testimonianze d’archivio, immagini d’epoca e interviste, creando un ponte tra la rigorosa metodologia scientifica e la dimensione spirituale del luogo sacro.

Le testimonianze di Chris Pratt e del Papa: un messaggio di umanità e grazia

Nel suo messaggio trasmesso al pubblico, Pratt ha condiviso un’esperienza personale profonda: la sua riconnessione alla fede cattolica, avvenuta sei anni prima, è stata rafforzata dal cammino dentro la basilica. L’attore ha dichiarato che Pietro era un uomo imperfetto, debole e vulnerabile ma che la sua forza derivava dalla grazia di Gesù e dalla fede in Dio. Questa riflessione invita lo spettatore a riconoscersi nella fragilità dell’Apostolo, a capire che la grandezza nasce dal superare le proprie limitazioni.

Le parole del pontefice, inserite nelle sequenze finali, sottolineano il valore simbolico della tomba di San Pietro. Il Papa ricorda che la basilica è costruita sul sangue dell’Apostolo, citando le parole di Cristo: “Su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. L’intervento sottolinea che la vulnerabilità umana diventa la base di una fede universale, dove il “paradosso cristiano” di una Chiesa guidata da un pescatore debole si trasforma in un modello di speranza per tutti. Il film, quindi, non è solo una ricostruzione storica, ma un invito a ripensare il rapporto tra storia, fede e identità personale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.