Corpo Montagna 2026 in Val Saviore: natura, comunità e turismo sostenibile

Una proposta inclusiva per vivere le Alpi attraverso pratiche outdoor, dibattiti su clima e mostre critiche.

Il Festival Corpo Montagna 2026 torna a animare la Val Saviore e lo fa con un programma che unisce pratiche all’aperto, riflessione culturale e attenzione al territorio. Organizzato da Avanzi – Sostenibilità per Azioni e Avanzi Discover, l’appuntamento si svolge dal 29 maggio al 2 giugno alla Casa del Parco Adamello, tra Cevo e Saviore dell’Adamello. L’intento dichiarato è mettere in discussione l’idea della montagna come pura meta sportiva, proponendola anziché come palcoscenico performativo come luogo di scambio, cura e coesione sociale.

Durante le cinque giornate il festival costruisce un percorso che integra attività pratiche, proiezioni e talk per affrontare temi cruciali: turismo sostenibile, adattamento climatico e relazione tra grandi eventi e comunità locali. L’approccio privilegia la partecipazione e la gratuità delle iniziative, con uno sguardo rivolto all’accessibilità e all’inclusione: attività pensate per bambini, famiglie e persone con disabilità motoria confermano la volontà di trasformare l’evento in uno spazio pubblico e condiviso.

Pratiche outdoor come strumento di relazione

Il programma propone una varietà di attività – dalle escursioni al forest bathing, dall’arrampicata allo slackline e all’acroyoga – che non sono semplici esercizi fisici ma strumenti per tessere relazioni. Attraverso queste pratiche il festival sostiene che la montagna possa diventare un luogo di cura collettiva: l’attenzione al corpo e all’ambiente diventa veicolo per costruire reti tra residenti, visitatori e operatori locali. L’accento sul valore relazionale si traduce anche in momenti informali dove le esperienze all’aperto favoriscono scambi di conoscenze e progetti sul territorio.

Attività per famiglie e accessibilità

Grande spazio è riservato alle attività pensate per le nuove generazioni: passeggiate guidate, laboratori creativi, incontri di educazione ambientale ed esperienze con i cavalli rendono il festival attrattivo per le famiglie. Tutte le attività sono gratuite e progettate per essere inclusive, con percorsi e soluzioni che permettono la partecipazione anche a persone con limitazioni motorie. Questa scelta sottolinea l’importanza dell’inclusione come principio operativo: la montagna non deve essere un privilegio ma un bene condiviso, dove la progettazione tiene conto di diversità di età e abilità.

Dibattito su clima, ghiacciai e turismo

Il festival arriva in un momento in cui le trasformazioni climatiche stanno rimodellando le Alpi: il ritiro dei ghiacciai e l’aumento delle temperature richiedono risposte integrate tra comunità e politiche locali. Per questo motivo il calendario include incontri e proiezioni focalizzate su overtourism, sostenibilità e cambiamenti ambientali. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano Ghiaccio Vivo e Pasturismo, due progetti che indagano rispettivamente lo stato dei ghiacciai alpini e le contraddizioni legate al turismo nelle aree alte.

Confronto critico su grandi eventi e territorio

All’interno del programma è prevista anche una mostra fotografica molto discussa: Giochi Preziosi di Beatrice Citterio offre uno sguardo critico sull’impatto delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sui territori coinvolti. L’opera racconta le tensioni fra interessi globali e bisogni locali, stimolando una riflessione su come gestire risorse, infrastrutture e patrimonio ambientale. Questo confronto serve a ricordare che eventi di grande portata richiedono processi partecipativi e valutazioni attenti all’equità territoriale.

Un laboratorio pratico per il futuro delle Alpi

Più che una rassegna di appuntamenti, il Festival Corpo Montagna 2026 si presenta come un laboratorio per immaginare soluzioni sostenibili e condivise per le Alpi. Tra musica, incontri e pratiche di benessere, la Val Saviore viene proposta come spazio di sperimentazione dove culture locali, attivisti e visitatori possono confrontarsi su priorità e progetti concreti. La sfida è costruire percorsi turistici che non siano basati solo sulla performance, ma quegli stessi percorsi diventino occasione di rigenerazione ambientale e rafforzamento delle comunità.

Chi desidera partecipare trova nel festival un invito a osservare la montagna con occhi diversi: gli strumenti proposti – esperienze sul campo, mostre critiche e dibattiti pubblici – vogliono offrire una prospettiva che accosti la cura del paesaggio alla dimensione sociale. Partecipare a Corpo Montagna significa dunque confrontarsi con il presente delle Alpi e contribuire a immaginare pratiche di turismo che mettano al centro la sostenibilità, l’inclusione e la responsabilità collettiva.

Scritto da Valentina Mariani

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