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4 Luglio 2026

Dal 19 luglio 2026 vietato distruggere abiti invenduti: ecco cosa cambia

La moda si fa sostenibile: dal 19 luglio 2026 vietato distruggere gli abiti invenduti. Scopri come cambia il settore e quali sono le nuove regole.

Dal 19 luglio 2026 vietato distruggere abiti invenduti: ecco cosa cambia

Un cambiamento epocale sta per investire il mondo della moda. Dal 19 luglio 2026, le grandi aziende del settore non potranno più distruggere i prodotti tessili invenduti. Questa rivoluzione green, introdotta dal Regolamento Ecodesign mira a ridurre gli sprechi e promuovere una gestione più sostenibile delle scorte.

La professoressa Emanuela Prandelli esperta di Fashion and Luxury Management presso l’Università Bocconi, spiega che l’obiettivo è duplice: nel breve periodo si assisterà a una maggiore pressione sulle scorte, mentre nel medio lungo termine si punta a una produzione più razionale e pianificata.

Le nuove regole per le aziende

Il divieto riguarda qualsiasi forma di smaltimento o recupero dei prodotti invenduti. L’unica destinazione ammessa sarà la preparazione per il riutilizzo, inclusi il ricondizionamento e la rifabbricazione. Le medie imprese dovranno adeguarsi dal 19 luglio 2030, mentre le micro e piccole imprese restano, per ora, escluse.

Intanto, i saldi potrebbero diventare più aggressivi e prolungati, trasformandosi in un boomerang, soprattutto per i brand di lusso. Per il fast fashion il tema principale è la pianificazione per evitare sovraproduzione e costi economici e ambientali. Per il lusso, invece, si aggiunge la sfida di proteggere l’immagine e la desiderabilità del brand, spesso legate alla scarsità del prodotto.

L’impatto sul mercato e sui consumatori

La direttrice Francesca Romana Rinaldi del Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi sottolinea che l’obiettivo è lavorare sulla prevenzione dell’invenduto, riducendo la sovrapproduzione e favorendo l’estensione della vita dei prodotti attraverso riparazione e riuso. La logica è quella di una moda sempre più circolare nel segno del riuso e del riciclo.

Questa nuova normativa introduce un cambiamento significativo nel modo in cui le aziende gestiscono le scorte. La trasparenza nella gestione dei prodotti invenduti sarà fondamentale per garantire che i capi non vengano più distrutti, ma riutilizzati o riciclati in modo sostenibile.

Le sfide per i brand di lusso

Per i brand di lusso la sfida è ancora più complessa. La desiderabilità del prodotto è spesso legata alla sua esclusività e scarsità. Con l’obbligo di riutilizzare gli invenduti, i brand dovranno trovare modi innovativi per mantenere il loro appeal senza ricorrere alla distruzione dei capi.

Le soluzioni potrebbero includere la creazione di linee speciali o collaborazioni con designer per trasformare gli invenduti in nuovi prodotti. Questo approccio non solo ridurrebbe gli sprechi, ma potrebbe anche aprire nuove opportunità di mercato.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.