Un cambiamento epocale sta per investire il mondo della moda. Dal 19 luglio 2026, le grandi aziende del settore non potranno più distruggere i prodotti tessili invenduti. Questa rivoluzione green, introdotta dal Regolamento Ecodesign mira a ridurre gli sprechi e promuovere una gestione più sostenibile delle scorte.
La professoressa Emanuela Prandelli esperta di Fashion and Luxury Management presso l’Università Bocconi, spiega che l’obiettivo è duplice: nel breve periodo si assisterà a una maggiore pressione sulle scorte, mentre nel medio lungo termine si punta a una produzione più razionale e pianificata.
Le nuove regole per le aziende
Il divieto riguarda qualsiasi forma di smaltimento o recupero dei prodotti invenduti. L’unica destinazione ammessa sarà la preparazione per il riutilizzo, inclusi il ricondizionamento e la rifabbricazione. Le medie imprese dovranno adeguarsi dal 19 luglio 2030, mentre le micro e piccole imprese restano, per ora, escluse.
Intanto, i saldi potrebbero diventare più aggressivi e prolungati, trasformandosi in un boomerang, soprattutto per i brand di lusso. Per il fast fashion il tema principale è la pianificazione per evitare sovraproduzione e costi economici e ambientali. Per il lusso, invece, si aggiunge la sfida di proteggere l’immagine e la desiderabilità del brand, spesso legate alla scarsità del prodotto.
L’impatto sul mercato e sui consumatori
La direttrice Francesca Romana Rinaldi del Monitor for Circular Fashion SDA Bocconi sottolinea che l’obiettivo è lavorare sulla prevenzione dell’invenduto, riducendo la sovrapproduzione e favorendo l’estensione della vita dei prodotti attraverso riparazione e riuso. La logica è quella di una moda sempre più circolare nel segno del riuso e del riciclo.
Questa nuova normativa introduce un cambiamento significativo nel modo in cui le aziende gestiscono le scorte. La trasparenza nella gestione dei prodotti invenduti sarà fondamentale per garantire che i capi non vengano più distrutti, ma riutilizzati o riciclati in modo sostenibile.
Le sfide per i brand di lusso
Per i brand di lusso la sfida è ancora più complessa. La desiderabilità del prodotto è spesso legata alla sua esclusività e scarsità. Con l’obbligo di riutilizzare gli invenduti, i brand dovranno trovare modi innovativi per mantenere il loro appeal senza ricorrere alla distruzione dei capi.
Le soluzioni potrebbero includere la creazione di linee speciali o collaborazioni con designer per trasformare gli invenduti in nuovi prodotti. Questo approccio non solo ridurrebbe gli sprechi, ma potrebbe anche aprire nuove opportunità di mercato.



