L’ingresso del marchio Paul Smith nella Fashion Task Force della Sustainable Markets Initiative segna un passo significativo nella strategia di decarbonizzazione e trasparenza della moda di lusso. A guidare il gruppo c’è l’italiano Federico Marchetti che conferma la scelta di aggiungere un solo nuovo membro all’anno per mantenere il team snello e operativo, capace di avanzare rapidamente su obiettivi concreti.
La Task Force riunisce brand e istituzioni europee di primo piano e lavora su temi che vanno dalla tracciabilità delle materie prime fino all’adozione di strumenti digitali per comunicare la storia del prodotto al consumatore finale, come il Digital Product Passport.
Composizione del gruppo e criteri di adesione
Nel novero dei membri figurano nomi noti come ArmaniBrunello CucinelliBurberryChloéJohnstons of ElginMulberryOTB il gruppo PradaPuig e Stella McCartney oltre a partner istituzionali quali la Circular Bioeconomy AllianceTextile Exchange e le Camere della moda italiana, francese e britannica. L’ingresso di Paul Smith è stato motivato dall’affinità del brand con la missione della Task Force e dalla volontà di affrontare le sfide ambientali del comparto, secondo i criteri stabiliti dal coordinamento.
Perché un solo membro all’anno
La decisione di limitare le nuove adesioni a un unico marchio per anno nasce dall’esigenza di preservare un gruppo operativo in grado di tradurre le proposte in risultati misurabili. Un ampliamento troppo rapido rischierebbe di diluire responsabilità e concentrazione, mentre una selezione attenta facilita la governance e la collaborazione interaziendale su progetti concreti.
Priorità operative: agricoltura rigenerativa e tracciabilità
Tra gli obiettivi principali la Task Force pone l’adozione di pratiche di agricoltura rigenerativa per le fibre naturali e la completa tracciabilità della filiera. L’intento è rendere accessibile al consumatore la storia del capo tramite strumenti digitali e standard condivisi, favorendo così maggiore trasparenza e circolarità lungo l’intera catena del valore.
Il percorso include anche il confronto su nuove tecnologie e pratiche per ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni e lavorazioni, promuovendo approcci che vadano oltre la sostenibilità minima e puntino a rigenerare suolo, biodiversità e risorse idriche.
Impegni dei brand e innovazioni sul second-hand
Con l’ingresso di Paul Smith si rafforza la tendenza dei grandi marchi a integrare politiche di responsabilità ambientale con strategie commerciali innovative. Il tema del second-hand e della economia circolare è emerso come leva di valore anche nelle discussioni tra aziende e piattaforme digitali: il mercato dell’usato è cresciuto negli ultimi anni diventando una componente strategica per attrarre consumatori, in particolare le nuove generazioni.
Le piattaforme che facilitano la rivendita usata stanno investendo in servizi di autenticazione e tecnologie di classificazione automatica per sostenere la fiducia del cliente. Alcune realtà offrono programmi di verifica del prodotto prima della vendita, contribuendo a mantenere il valore residuo degli articoli e a trasformare il mercato del second-hand in un’opportunità di branding.
Esempi di innovazione sostenibile nelle filiere
Alcuni designer e marchi sperimentano già materiali alternativi e processi che riducono o eliminano l’uso di pelle, pelliccia e piume, impiegando soluzioni a base di funghi, paillettes vegetali e fibre derivanti dalle alghe. L’utilizzo di deadstock e scarti di produzione consente inoltre di raggiungere percentuali molto elevate di materiale certificato in alcune collezioni, riducendo sprechi e impatto ambientale.
Parallelamente, l’adozione di intelligenza artificiale per la categorizzazione dei prodotti e programmi che integrano meccanismi di donazione dalla vendita rafforzano l’ecosistema del riuso, offrendo nuove strade per il coinvolgimento dei consumatori e la creazione di valore condiviso.
Infine, la riconoscibilità personale di Paul Smith si intreccia con il suo impegno: nominato cavaliere dall’ex sovrana britannica per i meriti nell’industria e insignito dell’Ordine della Stella d’Italia su proposta del Presidente della Repubblica, lo stilista ha spesso rimarcato l’attenzione dell’azienda al riciclo e al riuso dei materiali. Un aneddoto riportato riguarda l’esibizione dell’olimpionico britannico Max Whitlock, che anni fa indossò un completo in pura lana della maison durante una performance nella residenza scozzese di Dumfries House, a dimostrazione della versatilità dei materiali naturali.
Con l’arrivo di Paul Smith la Fashion Task Force amplia le sue competenze e la platea di sperimentazione, mantenendo l’obiettivo di trasformare impegni dichiarati in pratiche diffuse e misurabili nel mondo del lusso.



