Il Museo del Tessuto di Prato apre le porte a Sneaker Revolution, la prima esposizione in Italia interamente dedicata alla storia delle sneaker. L’evento, frutto della collaborazione tra la Fondazione Museo del Tessuto e Beside Arts & Publishing, rimarrà attivo dal 6 novembre 2026 al 2 maggio 2027, proponendo un percorso espositivo che intreccia tecnologia, moda e cultura pop.
Curatori, catalogo e contributi scientifici
La direzione curatoriale è affidata ad Arianna Sarti, responsabile del museo, e a Francesca Biagioli, fondatrice di Beside Arts & Publishing. Insieme hanno assemblato un volume di catalogo che raccoglie saggi di esperti come Gloria Maria Cappelletti (Red-Eye.world, NABA e Politecnico di Milano), Nicoletta De Menna (storica del costume), Antonio Mancinelli, Maurizio Ridolfo (docente e autore) e Gianluca Vitiello (conduttore radiofonico). Il libro include inoltre un’intervista al celebre coach di basket Dan Peterson, che offre una prospettiva sportiva sulla diffusione delle sneaker.
Una collezione multibrand e provenance uniche
Tra le più di trenta paia esposte spiccano modelli di Allbirds, Asics, Converse, Diadora, Fila, Golden Goose, New Balance, Nike, On, Onitsuka Tiger, Hidn-Ander, Puma, Reebok, Saye e Vans. Le scarpe provengono da tre fonti principali: la collezione storica permanente del museo, la raccolta privata di Marco Colombo e varie collezioni anonime.
Prestiti da archivi di grandi marchi
Il progetto ha ricevuto in prestito pezzi d’archivio da case iconiche come Adidas, Balenciaga, Gucci, Hogan/Tod’s, Lotto, Prada e Superga. Una delle vetrine più curiose è il modello Clyde Vaughn Bode del 2007, frutto della collaborazione tra Puma e il figlio dell’artista underground Vaughn Bode, presentato in occasione del 50° anniversario del personaggio Cheech Wizard.
Sostenibilità e nuove sperimentazioni
Oltre alla retrospettiva storica, l’esposizione mette in luce le recenti innovazioni eco-friendly. Aziende emergenti quali Coronet, Fessura, Id.Eight, Steve’s e Veja hanno donato al museo sneakers realizzate con materiali riciclati o a impatto ridotto, destinandole a diventare parte delle collezioni permanenti.
Il percorso espositivo si chiude con una rappresentazione visiva dell’era contemporanea, dove la sneaker non è più soltanto un’attrezzatura sportiva, ma un vero codice culturale che attraversa generazioni, sottoculture e mercati globali.



