Nel panorama globale dei marchi più influenti, l’Italia mantiene una presenza di rilievo grazie a tre icone: Ferrari, Gucci e Prada. L’analisi annuale di Interbrand, che esamina i cento brand più preziosi al mondo, conferma che il Paese è ancora riconoscibile per il suo heritage di fashion e lusso. Parallelamente, gli eventi di moda milanese mostrano segni di rinvigorimento: la Jewelry Fashion Week ha registrato un aumento del 10% di visitatori rispetto all’edizione precedente, segno che l’interesse verso i prodotti di alta gioielleria rimane sostenuto.
Le nuove sfilate e le collaborazioni internazionali
Il calendario delle prossime settimane prevede colpi di scena importanti. A ottobre 2027 Milano ospiterà nuovamente la Jewelry Fashion Week, mentre a giugno 2027 Zegna porterà la propria collezione sulla passerella di Pechino, consolidando così il legame tra Made in Italy e mercato asiatico. A Tokyo, Ralph Lauren ha celebrato le sue collezioni Polo, mentre in tutto il mondo sono emerse collaborazioni insolite: il designer Barrie ha unito le sue linee a quelle di Damien Hirst, e Golden Goose ha inaugurato una partnership con Disney, dimostrando come l’innovazione possa nascere dall’incontro tra arte contemporanea e icone del pop.
Il burro, da prodotto di prima necessità a oggetto di lusso
Se in Francia il burro è stato trasformato in un vero souvenir, la Grande Épicerie di Parigi ha quadruplicato le vendite negli ultimi due anni, raggiungendo 19 tonnellate nel solo 2025 – circa 700.000 panetti. La clientela più numerosa è costituita da turisti giapponesi e statunitensi, attratti da video online che mostrano come conservare i panetti durante il viaggio. Il risultato è stata l’apertura, a luglio 2026, del Le Butter Shop a due passi dalla Tour Eiffel, dove si possono trovare circa cinquanta varietà, dal burro alle alghe al cioccolato.
Il ruolo del burro nella cucina italiana
In Italia, il valore del burro non risiede nel marketing ma nella capacità di integrare sapori diversi. Lo chef Cesare Battisti, del Ratanà di Milano, utilizza burro e parmigiano a fuoco spento per creare un risotto alla parmigiana dalla consistenza vellutata. Analogamente, Sal De Riso considera il burro un ingrediente cruciale per ottenere frolle perfettamente friabili e croissant dal guscio che sembra una nuvola. L’esperto di pasticceria sottolinea che la lavorazione (burro freddo, morbido o fuso) determina la personalità finale dell’impasto.
Innovazione gastronomica: dal burro al sapore unico
Al Forme Restaurant di Brescia, la chef Arianna Gatti ha ideato un burro salato aromatizzato allo zafferano abruzzese, da servire con pane a lievito madre, focaccia semintegrale e grissini. Questa proposta unisce radici locali e ricercatezza culinaria, trasformando il semplice gesto di spalmare il burro in una narrazione sensoriale. Un’altra tecnica apprezzata è il beurre noisette, ovvero il burro nocciola: una volta scaldato, assume una tonalità dorata e rilascia note di frutta secca tostata, ideale per condire verdure, paste fresche o piatti di carne.
Questi esempi dimostrano come il burro, pur essendo un ingrediente familiare, possa diventare il protagonista di un’esperienza gastronomica di alto livello, al pari dei grandi brand di fashion e lusso. L’Italia, quindi, continua a brillare sia nella classifica Interbrand che nei tavoli dei ristoranti stellati, dimostrando che l’eccellenza può nascere sia dal design di una vettura sportiva che dalla cura di una frolla perfetta.



