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12 Ottobre 2026

Export calzature Veneto in rialzo, ma il lusso resta sotto pressione

Export veneto in rialzo, ma il lusso vacilla: scoperte le idee per rilanciare la moda italiana.

Export calzature Veneto in rialzo, ma il lusso resta sotto pressione

Il settore moda del Veneto attraversa una fase di contrasti evidenti: da una parte le esportazioni di calzature mostrano segnali di ripresa, dall’altra le aziende del segmento lusso segnano perdite di volume e occupazione. Questa dinamica è al centro di una discussione più ampia, che coinvolge produttori, istituzioni e associazioni di categoria, tutte alla ricerca di un nuovo equilibrio.

Nel 2025 l’export calzaturiero veneto era sceso del 7,4%, toccando poco più di 2,5 miliardi di euro. I dati di Confartigianato per il primo semestre 2026, però, indicano una inversione: le vendite all’estero sono aumentate del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainate in particolare dal mercato statunitense, che ha registrato una crescita del 10,6%. Anche il distretto di Montebelluna, noto per il Sportsystem ha registrato un lieve +0,2% di export.

Export veneto in ripresa e perdita di imprese

Malgrado l’impulso positivo, la situazione resta fragile. Secondo il Centro Studi Confindustria Accessori Moda, tra dicembre 2025 e giugno 2026 il Veneto ha perso 16 imprese operative e circa 380 addetti. La riduzione è soprattutto legata alle aziende che operano nel segmento del lusso dove la riduzione dei volumi produttivi è più marcata rispetto al resto del comparto.

Il lusso in crisi e le risposte di OTB

Le crisi più evidenti provengono dai brand di alta moda, che hanno aumentato la produzione interna e diminuito la dipendenza da fornitori esterni. Paola Smajato, CEO del Calzaturificio Valbrenta e vicepresidente di Assocalzaturifici, sottolinea come questa scelta riduca le opportunità per i piccoli fornitori veneti. Il risultato è una diminuzione dell’occupazione e una pressione sulle piccole realtà del distretto.

Iniziative OTB per rinforzare la filiera

Renzo Rosso, fondatore del gruppo OTB, ha evidenziato che il 90% dei capi del proprio portafoglio è prodotto in Italia, con più della metà realizzata in Veneto. Per contrastare la debolezza del lusso, OTB ha lanciato una serie di programmi che includono finanziamenti dedicati, percorsi formativi, investimenti in tecnologia e progetti di sostenibilità. L’obiettivo dichiarato è trasformare la filiera da “servizio al casual” a partner del lusso, migliorando competenze, qualità e capacità di innovazione.

Il Venice Sustainable Fashion Forum: trentadue sfide per il futuro

La quinta edizione del Venice Sustainable Fashion Forum, intitolata “Shaping Tomorrow”, si è svolta il 5-6 novembre 2026 sull’Isola di San Giorgio. L’evento, promosso da Confindustria Moda e Confindustria Veneto Est con il supporto scientifico di TEHA Group, ha riunito rappresentanti di pelletteria, calzatura, occhialeria e moda. I relatori hanno evidenziato tre leve fondamentali per la transizione: rivoluzione tecnologica (intelligenza artificiale per progettazione, produzione e supply chain), sostenibilità e circolarità (materiali bio-based, ecodesign, riciclo) e integrità della supply chain (tracciabilità, legalità, due diligence).

Le tre leve individuate dal Forum

Nel contesto del forum, le pulite tecnologie (cleantech) disponibili per l’industria moda europea sono passate da 91 a 234 soluzioni, con il 75% già sul mercato. Tuttavia, la carenza di competenze è evidente: più del 55% delle figure professionali richieste nei settori tessile, abbigliamento e calzature è difficile da reperire, rendendo urgente l’intervento formativo. Il messaggio dei dirigenti è chiaro: legalità, innovazione, capitale umano e circolarità devono essere affrontati con un piano unico per mantenere la competitività del Made in Italy.

AICC e la spinta verso la sinergia green

Il 54° convegno nazionale dell’AICC (Associazione Italiana Chimici del Cuoio), tenutosi a Vietri il 9 ottobre, ha presentato una panoramica di collaborazione verde. Con 436 soci, di cui 243 nel Veneto, l’associazione ha mostrato esempi concreti: il progetto Rescue di Russo di Casandrino trasforma il collagene di scarto in risorsa circolare; Vignola Nobile ha sperimentato la concia con complessi metallici biodegradabili e trattamento dei reflui mediante perossido di idrogeno e raggi UV; la Stazione Sperimentale Industria Pelli ha lanciato il Tomografo “Tan Tom”, un sistema basato su intelligenza artificiale per valutare la difettosità delle pelli senza distruggere il campione. Queste iniziative dimostrano come la cooperazione tra imprese, università e centri di ricerca possa generare competitività sostenibile.

Solo con un impegno condiviso tra imprese, istituzioni e associazioni sarà possibile costruire una filiera resiliente, pronta a rispondere alle sfide fino al 2035 e oltre.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.