La 43esima edizione di Milano unica, tenutasi dal 7 al 9 luglio 2026, ha messo in luce le dinamiche del settore tessile italiano in un contesto globale complesso. Con 737 espositori, di cui 460 italiani e 144 europei, la fiera ha confermato il suo ruolo di punto di riferimento per il made in Europe, registrando una crescita del 15% nella partecipazione europea rispetto al 2026.
Il tema dell’edizione, Dalle radici al futuro riflette la sfida del comparto di innovare senza perdere il legame con la propria identità. Le aziende italiane continuano a investire in tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità, rafforzando la loro presenza nel segmento dell’alta gamma.
Innovazione e sostenibilità al centro della fiera
Durante la cerimonia inaugurale, il presidente di Milano Unica, Simone Canclini, ha sottolineato l’importanza della fiera come momento di confronto e sviluppo delle collezioni. L’intelligenza artificiale e la filiera circolare sono tra le priorità del settore, con l’obiettivo di rendere il processo produttivo più efficiente e sostenibile.
Il viceministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, ha ribadito il valore del made in Italy e l’attenzione del Governo verso le esigenze delle imprese. Ha evidenziato le sfide poste dai dazi e dal cambio euro-dollaro, che rendono più difficile la penetrazione dei prodotti italiani nei mercati internazionali.
Le voci dei protagonisti
Stefano Bernasconi, amministratore delegato di Clerici Tessuto, ha parlato dell’importanza di Milano Unica come punto di riferimento per il settore. L’azienda sta investendo in AI e nell’ammodernamento dei processi, mantenendo al contempo il legame con il territorio e il distretto comasco.
Laura Fedriga, direttrice creativa di Atelier e Archivio Mantero, ha presentato la nuova collezione autunno-inverno 2027/2028, pensata per interpretare un mercato del lusso in continua evoluzione. La sfida, secondo Fedriga, è innovare senza ripetersi valorizzando il patrimonio creativo e manifatturiero italiano.
Le sfide del distretto della moda
La crisi del distretto della moda riminese ha acceso i riflettori su un problema strutturale che coinvolge l’intero settore. Emma Petitti, consigliera regionale e vicesegretaria del Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, ha chiesto un cambio di passo nelle politiche industriali per sostenere il comparto.
Petitti ha sottolineato la necessità di investimenti mirati nella transizione digitale ed ecologica nella ricerca, nella formazione del personale e nell’internazionalizzazione. Il distretto della moda rappresenta un patrimonio di competenze e creatività, ma ha bisogno di un sostegno concreto per affrontare le sfide globali.
La fiera Milano Unica ha anche ospitato eventi speciali come The Radical Elegance un’esposizione dedicata a Giampaolo Barbieri, e il progetto The Cube Archive: Punk is all around che esplora il dialogo tra manifattura e sperimentazione.



