La storia affascinante di Tenuta di Bibbiano
Situata nel cuore del Chianti Classico, Tenuta di Bibbiano si estende su 220 ettari di terreni biologici, di cui 40 vitati. Questa tenuta è un vero e proprio scrigno di biodiversità, dove si coltivano varietà autoctone come il Sangiovese, il Canaiolo e la Malvasia Nera. La storia della tenuta risale al 1498, come attestato nel catasto della Decima Repubblicana, e ha attraversato secoli di eventi storici, passando di mano in mano fino ad arrivare alla famiglia Marrocchesi Marzi nel 1865. Oggi, sotto la guida di Tommaso Marrocchesi Marzi, la tenuta continua a produrre vini di alta qualità, mantenendo viva la tradizione vinicola toscana.
Vitigni e terroir: l’essenza del Chianti Classico
La Tenuta di Bibbiano è rinomata per la sua selezione di vitigni, in particolare il Sangiovese, che qui trova un habitat ideale. I cloni di Sangiovese Grosso, portati da Giulio Gambelli, sono allevati su terreni ricchi di argilla pliocenica e alberese scistoso. Questa combinazione di suolo e microclima conferisce ai vini una struttura e una complessità uniche. I vini prodotti, come il Chianti Classico Gran Selezione “Vigna del Capannino” e “Vigne di Montornello”, sono il risultato di un’attenta selezione delle uve e di una vinificazione che rispetta la tradizione, ma con un occhio rivolto all’innovazione.
Le annate recenti: un confronto tra il 2020 e il 2021
Le annate 20 offrono un’interessante opportunità di confronto. Il 2020, caratterizzato da un inverno mite e una primavera secca, ha prodotto vini di grande eleganza e struttura. Il Chianti Classico del 2020 si presenta con un colore rosso rubino intenso, note di frutta nera matura e una freschezza vivace. Al contrario, il 2021, con un inizio rigido e una primavera piovosa, ha dato vita a vini più giovani e freschi, con un tannino fine e asciutto. Entrambi i millesimi mostrano la versatilità e la qualità dei vini di Tenuta di Bibbiano, che continuano a conquistare i palati degli intenditori.


