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11 Giugno 2026

Medicina territoriale: il governo ritira il decreto, ma il progetto continua

La riforma dei medici di famiglia è stata bloccata, ma il progetto continua. Scopri le reazioni e le prossime mosse

Medicina territoriale: il governo ritira il decreto, ma il progetto continua

Un colpo di scena nella riforma della medicina territoriale: il governo ha deciso di ritirare il decreto legge che prevedeva l’inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La decisione, comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei agli assessori regionali alla sanità, ha scatenato reazioni contrastanti.

Da un lato, i medici di famiglia esprimono soddisfazione per lo stop al decreto, mentre dall’altro le opposizioni denunciano l’estromissione del Parlamento dal dibattito. Ma il lavoro, come confermano fonti del ministero, va avanti. L’obiettivo resta quello di garantire una medicina territoriale più vicina ai cittadini.

Le ragioni del ritiro del decreto

Il testo della riforma, presentato dal ministro della Salute Orazio Schillaci alla Conferenza delle Regioni e poi rielaborato, non era mai stato presentato formalmente. Tuttavia, era diventato oggetto di scontro con i sindacati dei medici, che chiedevano di essere coinvolti nelle scelte. Le polemiche hanno portato anche a un dissenso interno al centrodestra, con la Lega che ha fatto pressione per un passo indietro.

A quanto si apprende, il decreto sarà sostituito da un accordo con i medici da approvare con un emendamento a un atto di governo o da inserire nel prossimo atto di indirizzo della convenzione sulla medicina generale. Il ministero fa sapere che l’obiettivo resta quello di garantire una medicina territoriale più vicina ai cittadini con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità.

Le reazioni delle parti coinvolte

L’arresto della riforma ha scatenato le ire di chi più di altri l’aveva difesa, come l’assessore alla sanità della Regione Lombardia Guido Bertolaso. Quest’ultimo, presente all’incontro, se ne sarebbe andato annunciando le dimissioni da vicecoordinatore della Commissione salute delle Regioni. Le opposizioni rivendicano la spaccatura nella maggioranza.

“Una riforma annunciata come decisiva viene ritirata perché Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega si sono fatte la guerra”, spiega Ilenia Malavasi, capogruppo Pd in Commissione affari sociali della Camera. “Il Governo riesce nell’impresa di smentire se stesso. Dopo mesi di annunci, tavoli e dichiarazioni – aggiunge la senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan – la maggioranza ferma una riforma elaborata dal ministero della Salute insieme alle Regioni. È l’ennesimo capitolo di una sanità governata tra improvvisazioni e retromarce”. Sandra Zampa, capogruppo del Pd in Commissione Sanità del Senato, rincara la dose: “Abbiamo appreso dai media dell’esistenza della riforma e l’esistenza di contrarietà, ma mai abbiamo potuto discutere le linee di quel progetto. Inammissibile che il Parlamento sia ignorato così”.

Le richieste dei medici di famiglia

Soddisfatti i diretti interessati. “Speriamo ora – dice Pina Onotri, segretaria del Sindacato Medici Italiani – in un confronto costruttivo a partire però da alcuni punti fermi. Va abolito il ruolo unico e va eliminato il debito orario dei medici di famiglia nelle Case di comunità, così come la retribuzione per obiettivi. Chiediamo un confronto costruttivo per avere contratti di lavoro più flessibili e con maggiori tutele”. Una richiesta a cui si unisce la Federazione dei medici di medicina generale: “Così come era, la riforma sarebbe stata un boomerang, ora siamo pronti a ragionare insieme”, conclude il segretario Fimmg Silvestro Scotti.

Le prossime mosse

Il ministero della Salute ha confermato che il lavoro sulle Case di comunità va avanti. Le rassicurazioni arrivano dopo l’incontro tra gli assessori e il capo di gabinetto del ministero, Marco Mattei. Dopo lo stop ‘politico’ arrivato nei giorni scorsi all’ipotesi di procedere alla riforma con un decreto legge, si profilano ora nuove opzioni per assicurare la presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità, anche in vista della scadenza di fine giugno prevista dal Pnrr. È questo – popolare le Case di comunità – il fine più caro al ministro Schillaci.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.