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11 Giugno 2026

Tecnologie venete tutelano la Sagrada Família: acciaio inox e sistemi antiumidità

Due imprese del Veneto hanno fornito materiali e una tecnologia per affrontare la corrosione delle armature e l’umidità di risalita nella Sagrada Família, integrando acciaio inox ad alte prestazioni e un sistema senza fili installato nella cripta.

Tecnologie venete tutelano la Sagrada Família: acciaio inox e sistemi antiumidità

La Sagrada Família, cantiere simbolo di Barcellona, ha visto l’ingresso di contributi industriali veneti che agiscono lontano dagli occhi dei turisti ma in posizione strategica per la durabilità dell’edificio. Nel 2026, anno del centenario della morte di Antoni Gaudí, la basilica ha raggiunto un traguardo architettonico importante: la Torre di Gesù Cristo ha toccato i 172,5 metri con l’installazione dell’ultimo elemento della croce, mentre parallelamente sono proseguiti lavori tecnici dedicati alla conservazione delle strutture.

Barre in acciaio inox per le strutture portanti

Un’azienda vicentina ha fornito barre ad aderenza migliorata in acciaio inox destinate agli elementi in calcestruzzo armato di parti centrali della basilica, tra cui la Torre di Cristole Torri degli Evangelisti e la Facciata della Gloria. Questi componenti sono incorporati nella ossatura della costruzione e non sono visibili dall’esterno, ma svolgono un ruolo critico nel preservare la stabilità strutturale. La scelta dell’acciaio inox risponde alla necessità di ridurre la probabilità di corrosione delle armatureun fenomeno che con il tempo compromette il calcestruzzo e aumenta i costi di manutenzione.

Perché l’acciaio inox è stato preferito

L’impiego di leghe inossidabili ad alta resistenza è una strategia ormai consolidata in contesti esposti ad agenti aggressivi, come costruzioni costiere o infrastrutture soggette a sali antigelo. Nel caso della Sagrada Família, la decisione tecnica si basa sulla necessità di garantire durabilità e resistenza meccanica per secoli: la corrosione riduce l’aderenza tra armatura e calcestruzzo e può generare fessurazioni, mentre l’uso di materiali inossidabili limita questi rischi senza richiedere interventi demolitivi o ripetute sostituzioni.

Intervento nella cripta: sistema elettrofisico contro l’umidità

Un secondo contributo proveniente dal Veneto ha riguardato la cripta della basilica, dove in passato era emersa la presenza di umidità di risalita capillare. Tra il 2007 e il 2009 la cripta è stata oggetto di un intervento di recupero che ha previsto, nel 2008, l’installazione di cinque dispositivi Mursec Eco distribuiti per coprire l’intera superficie. Si tratta di un sistema basato su una tecnologia di elettrofisica senza fili che agisce sulle proprietà elettriche dei materiali murari per contrastare il fenomeno della risalita.

Meccanismo d’azione e vantaggi pratici

Il principio illustrato dai tecnici è semplice: mentre in natura l’acqua scende per gravità, nelle murature l’acqua può invece salire per effetto della capillarità. Il dispositivo Mursec Eco punta a intervenire sulla causa fisica del problema, modificando le caratteristiche elettrofisiche del materiale in modo da neutralizzare l’attrazione capillare. Tra i vantaggi: installazione senza demolizioni, copertura estesa della superficie trattata e riduzione dei segni visibili dell’umidità sulle pareti e sui materiali storici.

La vendita e la distribuzione della tecnologia sul territorio italiano sono gestite in esclusiva da un’azienda trevigiana, mentre l’applicazione pratica nella Sagrada Família è stata realizzata sul posto da una delegazione locale della società che detiene il brevetto. Per l’azienda distributrice è disponibile anche una dichiarazione tecnica dell’architetto della basilica che ne attesta l’efficacia applicativa nella cripta.

Impatto dei contributi veneti sul cantiere

L’integrazione di materiali e sistemi innovativi provenienti dal Veneto testimonia il ruolo delle imprese italiane nei grandi progetti di conservazione internazionale. In un cantiere complesso come quello della Sagrada Família, dove le forme organiche progettate da Antoni Gaudí richiedono soluzioni ingegneristiche su misura, la combinazione di componenti in acciaio ad alte prestazioni e dispositivi di controllo dell’umidità costituisce un approccio pragmatico alla tutela del patrimonio. Anche se i lavori continueranno oltre il 2026 per completare parti come la Facciata della Gloria, questi interventi tecnici contribuiscono a proteggere le parti già ultimate e a ridurre il bisogno di manutenzioni invasive.

In definitiva, le barre in acciaio inox e il sistema elettrofisico installato nella cripta rappresentano contributi concreti che agiscono sulla conservazione e sulla durabilità della basilica, integrando competenze industriali e soluzioni tecnologiche mirate alle specifiche esigenze strutturali dell’opera.

Autore

Alessandro Tassinari

Alessandro Tassinari, torinese con passaporto pieno di timbri, riscrisse un percorso alpino dopo un incontro al Rifugio Garelli: oggi cura storie di viaggio in chiave narrativa. In redazione predilige longform, sostiene l'attenzione al paesaggio e conserva un taccuino logoro con mappe disegnate a mano.