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4 Settembre 2026

Mostra del Cinema di Venezia 2026: i look più memorabili delle star

Dalla teatralità di Bianca Balti alla sobrietà di Alessandra Ambrosio, riscopriamo i momenti di stile più significativi del red carpet di Venezia 2026.

Mostra del Cinema di Venezia 2026: i look più memorabili delle star

La Mostra del Cinema di Venezia 2026 ha confermato ancora una volta il suo ruolo di palcoscenico internazionale per la moda. Per dieci giorni, il Lido è diventato un laboratorio di stile, dove le star hanno sfoggiato creazioni che vanno dall’alta moda a pezzi d’archivio, passando per gioielli preziosi e dettagli scultorei.

Ogni sera, prima delle proiezioni, il red carpet si trasformava in una passerella dove silhouette, materiali e proporzioni diventavano protagoniste. Alcuni look sembravano nati per entrare nella storia, altri hanno dimostrato quanto sia sottile il confine tra audacia ed eccesso.

Le scelte più spettacolari

Tra le protagoniste più spettacolari c’è senza dubbio Bianca Balti che per la cerimonia inaugurale ha scelto una creazione custom di Ilya Migmoon. Il rosa cipria dell’abito è solo apparentemente delicato: la costruzione scultorea, il bustier geometrico e la linea a sirena conferiscono alla silhouette una presenza scenica decisamente importante. Ma il vero coup de théâtre arriva alle spalle, con due grandi ali di piume ideate insieme allo stylist Lorenzo Oddo. Un omaggio dichiarato al Leone Alato di San Marco, simbolo veneziano per eccellenza, che trasforma l’abito in qualcosa di più di una semplice scelta couture.

Levante ha dimostrato invece quanto possa essere potente un look costruito sulla misura. Per la première di Rider la cantante ha scelto un modello d’archivio di Giorgio Armani giocando con trasparenze, ricami ispirati al mondo vegetale e preziosi Cartier. È una scelta particolarmente interessante perché guarda alla storia della moda senza trasformarla in un esercizio nostalgico. L’abito ha personalità, ma lascia spazio alla donna che lo indossa.

Eleganza e personalità

Greta Scarano protagonista di un doppio debutto come conduttrice delle cerimonie di apertura e chiusura insieme a Nicolas Maupas ha scelto Giorgio Armani Privé per l’inaugurazione. Il sontuoso abito a sirena in velluto bordeaux, senza spalline, dona intensità alla mise e accompagna con eleganza la costruzione aderente dell’abito. Un dettaglio personale dietro la scelta cromatica: il bordeaux richiama infatti i colori della Salernitana squadra del cuore dell’attrice.

Brittany Snow ha optato per un lungo Giorgio Armani caratterizzato da una profonda scollatura a V e da profili luminosi ricamati di cristalli. È un’immagine dichiaratamente hollywoodiana, ma senza scadere nel costume. Molto scenografica anche Rebecca Donaldson che ha scelto un Armani Privé custom dalla silhouette a colonna. La superficie dell’abito, ricoperta di micro-paillettes e cristalli nei toni del platino, dell’argento e dell’oro rosa, prende vita grazie a sottilissime frange metalliche.

Scelte audaci e meno convincenti

Claire Foy ha puntato tutto sul rosso. L’abito lungo di Bottega Veneta viene completato da guanti coordinati, décolleté Christian Louboutin e labbra dello stesso colore. Il total red è una scelta coraggiosa in una serata dominata da tonalità scure. L’idea funziona sul piano cromatico, anche se la costruzione dell’abito, secondo la critica, non valorizza pienamente la figura dell’attrice.

Alessandra Ambrosio ha portato sul tappeto rosso un bustier in raso nero firmato Intimissimi. Rispetto alla consueta esplosione di couture, la proposta appare più vicina alla dimensione reale del guardaroba. Ed è proprio questa la sua forza: dimostrare che un capo apparentemente più accessibile può comunque funzionare in un contesto prestigioso, se sostenuto da styling, portamento e personalità.

Non tutti i look, però, hanno convinto allo stesso modo. Kaouther Ben Hania ha scelto un abito dorato ricco di dettagli preziosi, completato da una clutch coordinata. L’effetto complessivo è opulento, forse fin troppo, tanto da evocare un’immagine quasi da cioccolatino dorato. Più difficile da decifrare anche la scelta di Maria Soccor costruita su un gioco ricercato di contrasti tra colori e texture. L’intenzione fashion c’è e si vede, ma il risultato rischia di apparire più concettuale che armonioso.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.