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16 Luglio 2026

Patto Italia-Francia per la moda: tutela del made in Europe e lotta al fast fashion

Italia e Francia collaborano per tutelare il settore moda europeo, con misure contro il fast fashion e la valorizzazione del made in Europe.

Patto Italia-Francia per la moda: tutela del made in Europe e lotta al fast fashion

In un’epoca in cui la globalizzazione mette a dura prova le economie locali, Italia e Francia hanno deciso di unire le forze per proteggere uno dei settori più rappresentativi del loro patrimonio culturale ed economico: la moda. Un recente incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha visto i ministri Adolfo Urso e Sébastien Martin discutere strategie per rafforzare la competitività del settore e contrastare le minacce esterne.

La moda non è solo un’industria, ma un simbolo di identità nazionale e di eccellenza manifatturiera. Per questo, i due Paesi hanno firmato un protocollo d’intesa che rappresenta un punto di partenza per una collaborazione più ampia, estendibile ad altri settori strategici come l’automotive e l’industria dello spazio.

Il protocollo d’intesa tra Italia e Francia

Il protocollo d’intesa, firmato il 25 giugno ad Antibes, è il risultato di numerosi incontri tra i ministri dei due Paesi. Questo accordo non solo rafforza la collaborazione tra la Camera Nazionale della Moda Italiana e la Fédération de la Haute Couture et de la Mode ma stabilisce anche un modello di cooperazione che potrebbe essere replicato in altri settori industriali.

Uno dei punti cruciali del protocollo è la lotta al fast fashion una minaccia crescente per le filiere produttive europee. Dal 1 luglio 2026, l’Unione Europea ha introdotto un dazio doganale di 3 euro per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra Ue. Questa misura mira a contrastare l’ingresso di prodotti che non rispettano gli standard europei di sostenibilità ambientale e salute.

Le misure contro il fast fashion

La Francia ha annunciato che aumenterà progressivamente la tassa fino al 2030 e che dal 1 gennaio 2027 vieterà anche la pubblicità dei marchi di fast fashion. Questo approccio rappresenta un cambiamento di mentalità, come ha sottolineato il ministro francese Sébastien Martin: “L’Europa non può chiedere agli industriali altri sforzi mentre sul mercato si trovano prodotti che non rispettano gli standard europei.”

Queste misure sono particolarmente importanti per le piccole e medie imprese, che costituiscono la maggior parte del tessuto manifatturiero italiano. Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha evidenziato l’importanza di valorizzare il patrimonio di competenze e professionalità che rende unica la manifattura italiana.

La strategia industriale condivisa

Il Tavolo della Moda, riunito al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha discusso anche di altre iniziative per rafforzare la competitività del settore. Tra queste, il credito d’imposta destinato al design e all’ideazione estetica, che ha esaurito in poche ore la disponibilità di 60 milioni di euro grazie a oltre 400 domande presentate. Il ministro Urso ha annunciato che è allo studio un possibile rifinanziamento di questo strumento.

Inoltre, sono stati confermati fino a 100 milioni di euro destinati ai Mini contratti di Sviluppo per le filiere della moda. Questi fondi mirano a sostenere le imprese nel loro percorso di innovazione e competitività.

La formazione e la trasmissione del sapere

Un altro aspetto cruciale del protocollo d’intesa riguarda la formazione e la trasmissione del sapere manifatturiero. Il memorandum prevede iniziative per la mobilità professionale, la condivisione delle buone pratiche e l’attrazione dei giovani verso lavori che l’industria fatica sempre più a reperire, come modellisti, prototipisti, ricamatori e tecnici di produzione.

Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha sottolineato l’importanza di una collaborazione continua tra le associazioni dei due Paesi. Creatività, manifattura e savoir-faire sono la base sulla quale costruire risposte comuni alle sfide della competitività, della sostenibilità e della proprietà intellettuale.

Pascal Morand, executive president della Fédération de la Haute Couture et de la Mode, ha insistito sulla necessità che Francia e Italia parlino con maggiore coesione davanti alle istituzioni europee. Una posizione frammentata ridurrebbe la capacità di incidere sulle regole che Bruxelles sta definendo per il commercio digitale, l’ecodesign e la responsabilità delle imprese.

Una collaborazione che non solo rafforza le filiere produttive, ma che potrebbe diventare un modello per altri settori industriali, contribuendo a costruire un’Europa più forte e sovrana.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.