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28 Giugno 2026

Rifiuti tessili: scoperta rete illecita con esportazioni in Turchia

Un'indagine dei Carabinieri Forestali ha portato al sequestro di beni per 12 milioni di euro e tonnellate di rifiuti tessili accumulati illegalmente in capannoni.

Rifiuti tessili: scoperta rete illecita con esportazioni in Turchia

Un’operazione congiunta dei Carabinieri Forestali di Brescia, Roma e Cagliari, supportata da unità cinofile della Finanza ha portato al sequestro di un’intera azienda e beni per 12 milioni di euro. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia, ha svelato un sistema illegale di smaltimento di rifiuti tessili che ha coinvolto diverse regioni italiane e persino esportazioni in Turchia.

Un sistema fraudolento su larga scala

La società Ri.te.ca Srl di Desenzano, operante nel settore del recupero rifiuti, è stata accusata di aver accumulato oltre 26mila tonnellate di scarti tessili in 15 capannoni distribuiti tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Gli scarti, provenienti principalmente dalla Toscana venivano ritirati a prezzi concorrenziali con la promessa di essere trattati e recuperati. Tuttavia, l’azienda saltava le operazioni obbligatorie di cernita e igienizzazione, riclassificando fraudolentemente i rifiuti come materia prima recuperata secondo la normativa End of Waste.

Capannoni abusivi e società di comodo

Per trovare gli spazi necessari, l’organizzazione utilizzava società di comodo intestate a prestanome in situazioni di indigenza. La strategia era sempre la stessa: affittare capannoni, riempirli rapidamente di rifiuti e smettere di pagare il canone di locazione. Questo ha portato alla creazione di discariche abusive a spese dei proprietari ignari e dell’ambiente circostante.

Esportazioni illecite in Turchia

Non tutti i rifiuti finivano nei capannoni italiani. Circa 2mila tonnellate di scarti sono state esportate illegalmente in Turchia verso un sito nella città di Denizli sempre spacciate come End of Waste. Il traffico internazionale è stato documentato grazie al coordinamento con l’OLAF l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode, che ha seguito la filiera oltre confine.

Le conseguenze legali

Nel procedimento risultano indagate 20 persone a vario titolo per traffico illecito di rifiuti e gestione di discarica abusiva. È stata contestata anche la responsabilità amministrativa della società bresciana ai sensi del D.lgs. 231/2001 con l’obiettivo di neutralizzare il vantaggio economico ottenuto ai danni dell’ambiente e della concorrenza.

Questa operazione rappresenta un passo significativo nella lotta contro il traffico illecito di rifiuti e sottolinea l’importanza della collaborazione tra le forze dell’ordine e le istituzioni europee per contrastare queste attività illecite.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.