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24 Maggio 2026

Undici cucine viste a Milano che fanno della materia il progetto

Il racconto di undici cucine presentate al Milano Design Week: materiali protagonisti, volumi architettonici e dettagli tecnologici che cambiano la zona giorno

Undici cucine viste a Milano che fanno della materia il progetto

Il 19/05/2026 la Milano Design Week ha messo in scena un panorama di cucine dove materia e segno dialogano a tutto tondo. Tra isole autonome e colonne che si comportano come volumi architettonici, i progetti mostrati trasformano la cucina in un elemento d’arredo che supera il puro dispositivo funzionale: è ora microarchitettura domestica. In questa selezione emergono superfici in marmo, legni tecnici come l’Hinoki, metalli pregiati come il titanio e l’acciaio, oltre a resine e finiture tridimensionali che definiscono nuove relazioni con il living.

Materiali al centro: scelte e contrasti

La tendenza più evidente è lo spostamento dell’attenzione dalla forma alla sostanza: il progetto nasce dalla scelta materica. Alcuni esempi chiariscono questo approccio: Kora di Antonio Citterio per Arclinea gioca con marmo, legno e PVD per ottenere un volume-massa in cui la maniglia è incisa nella pietra; Genius Loci di Gabriele Centazzo per Valcucine introduce il titanio sulle ante delle colonne, sfruttando i riflessi della luce; Physis di Vincent Van Duysen per Molteni&C valorizza il tranciato di Hinoki, un legno giapponese resistente e antibatterico. Queste scelte non sono solo estetiche: definiscono comportamento, manutenzione e percezione degli spazi.

Marmo, pietra e superfici naturali

Il marmo ritorna come elemento tattile e visivo in molte proposte: superfici continue e piani operativi che diventano sculture domestiche. Kora impiega il marmo per creare curve morbide e continuità tra top e lati; Valcucine propone lavorazioni come il Marmo Cubi Aurora con inserti di Giallo Siena e Carrara per cassetti inclinati; Basalt per Visionnaire accosta un top in pietra a piani orbitati in acciaio, ottenendo stratificazioni di luci e venature. Il marmo quindi è usato sia come segno estetico sia come elemento di progetto che informa dimensioni e proporzioni.

Metalli e legni: ricerca di leggerezza e resistenza

L’acciaio e il titanio vengono interpretati in modi differenti: TU di Alberto Torsello per Abimis lavora l’acciaio piegato e saldato per generare ante diamantate che frammentano la luce, mentre Atoll di MAO Architects per CEA sfrutta l’acciaio inox lucido affiancato al Grigio Alpi, una pietra locale dal valore storico. Il legno si affianca come elemento che ammorbidisce: Physis usa l’Hinoki, 36e8 di Lago propone legni cannettati e Wildwood per testurare le superfici, e Poliform con Harp inserisce essenze con finiture artigianali tra piani in marmo e dettagli in acciaio spazzolato.

I progetti come piccole architetture

Molte delle cucine presentate non si limitano a riempire un angolo cottura: diventano architetture in miniatura che organizzano lo spazio di convivenza. XPL di Piero Lissoni per Boffi riduce il segno al minimo per ottenere un volume puro e quasi sospeso; Kora propone volumi curvi che possono inserirsi liberamente nello spazio; Basalt di Alessandro La Spada struttura lo spazio con basi poligonali e un tavolo Titan che dialoga con l’isola. Questo modo di pensare la cucina porta a considerare colonne, isole e tavoli come elementi coerenti di un unico racconto formale.

Tecnologia, personalizzazione e sostenibilità

Oltre alla materia, la tecnologia e la modularità emergono come fattori chiave. Maxima 2.2 di Cesar propone un sistema aperto con oltre 160 finiture e la nuova maniglia Contour firmata García Cumini, pensata per combinare estetica e funzionalità. Valcucine integra la tecnologia V-Motion sviluppata con Nice per aperture a sensore, mentre CEA sottolinea la tracciabilità e il riciclo dei materiali impiegati in Atoll. In questi progetti la personalizzazione diventa progetto: scegliere finiture, maniglie e sistemi di apertura cambia il carattere della cucina.

Interazione e dettagli costruttivi

Il dettaglio costruttivo è spesso l’elemento identitario: XPL propone spalle smussate per una morbidezza leggera, TU valorizza le ante piegate e saldate, Atlante+Virtus di Studio Russo Sgarbossa usa profili in ottone che si trasformano in maniglie funzionali. Questi gesti minimi generano grandi differenze nella percezione: il bordo, la smussatura, la lavorazione orbitale dell’acciaio o la texture di una resina diventano segni distintivi che raccontano tecnologia ed esperienza d’uso.

Nel complesso, le undici cucine presentate a Milano mostrano una direzione chiara: mettere la materia al centro del progetto significa ripensare volumi, proporzioni e relazione con il resto della casa. Che si tratti di isole scultoree, colonne in titanio o sistemi aperti e componibili, il risultato è una cucina che parla di stile, durabilità e sensibilità progettuale, pronta a integrarsi con il living contemporaneo.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.