Il settore dell’abbigliamento sta vivendo un momento di incertezza, con i titoli di alcuni dei suoi giganti che registrano cali significativi. Tra questi, American Eagle ha visto il proprio titolo crollare dell’11% in una sola seduta, trascinando con sé anche Abercrombie & Fitch. Alla base di questa frenata ci sono le previsioni prudenti per il terzo trimestre 2026, che segnalano un possibile impatto negativo sugli utili a causa degli sconti per smaltire le scorte in eccesso e della debole domanda.
Nonostante un aumento complessivo dei ricavi, il marchio principale di American Eagle non riesce a emergere rispetto ai competitor. La situazione è resa ancora più complessa dall’inflazione, che spinge i consumatori a concentrarsi su beni essenziali e ad attendere gli sconti.
I numeri del secondo trimestre 2026
Nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, il gruppo ha registrato ricavi totali in crescita dell’8%, raggiungendo i 1,4 miliardi di dollari (circa 1,2 miliardi di euro). Le vendite comparabili totali sono aumentate del 6%. A sostenere questo incremento è stato principalmente il marchio Aerie le cui vendite comparabili sono cresciute del 19%. In contrasto, il brand American Eagle ha registrato un calo dell’1% nelle vendite comparabili.
L’utile lordo è salito a 672 milioni di dollari, con un aumento del 34% rispetto ai 500 milioni dell’anno scorso. Il margine lordo del 48,7% si è ampliato di 980 punti base. L’utile operativo è stato di 211 milioni di dollari rispetto ai 103 milioni dell’anno precedente.
Le strategie di marketing e il target della Generazione Z
Per attrarre i consumatori della Generazione Z American Eagle ha investito pesantemente nel denim, lanciando un’importante campagna ‘Great Jeans’ con l’attrice Sydney Sweeney. Tuttavia, nonostante questi sforzi, il marchio principale non è riuscito a registrare una crescita significativa.
La campagna ‘Great Jeans’ è stata pensata per attrarre un pubblico più giovane e con maggiore capacità di spesa. Tuttavia, l’impatto di questa strategia non è stato sufficiente a compensare il calo delle vendite del marchio principale.
Le previsioni per il terzo trimestre e l’intero anno fiscale 2026
Per il terzo trimestre 2026, l’azienda prevede vendite comparabili in crescita da media ad alta singola cifra percentuale e un margine lordo stabile rispetto all’anno precedente. Per l’intero anno fiscale 2026, le vendite comparabili sono attese in crescita a media singola cifra e il margine lordo in miglioramento rispetto all’anno precedente.
Queste previsioni prudenti riflettono le sfide che il settore dell’abbigliamento sta affrontando, con i consumatori che preferiscono attendere gli sconti prima di fare acquisti. L’inflazione continua a pesare sulle scelte di spesa, rendendo difficile per i marchi di abbigliamento mantenere la loro redditività.



