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9 Settembre 2026

Fatturato in calo per la moda italiana: prospettive per il 2026

Il settore della moda italiana si prepara a chiudere il 2026 con un calo del fatturato, ma guarda con ottimismo alle opportunità future attraverso innovazione e sostenibilità

Fatturato in calo per la moda italiana: prospettive per il 2026

Il settore della moda italiana si trova di fronte a un anno di sfide significative. Con un fatturato previsto di 91.384 milioni di euro per il 2026, il comparto registra un calo dell’1,6% rispetto all’anno precedente. Questo dato, reso noto dal presidente della Camera nazionale della moda italiana Carlo Capasa, riflette un contesto economico complesso e una situazione geopolitica incerta.

Nonostante le difficoltà, il settore continua a essere un pilastro fondamentale dell’economia italiana, con un export che, sebbene in calo, rimane una componente cruciale per la sua sostenibilità.

Le performance dell’export e i mercati chiave

I dati aggiornati a maggio 2026 mostrano un export in difficoltà, con un calo del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. I settori core della moda italiana, come l’abbigliamento e gli accessori, hanno subito un impatto significativo. Tuttavia, alcuni mercati mostrano segnali di resilienza: la Francia, la Spagna e Hong Kong continuano a registrare flussi in crescita, mentre Stati Uniti e Germania mostrano un calo. La situazione è particolarmente critica verso il Giappone e il Regno Unito, dove la domanda è in forte diminuzione.

Un altro fattore critico è il crollo delle esportazioni di gioielleria verso gli Emirati Arabi Uniti, che ha avuto un impatto negativo sui settori collegati. Le importazioni, invece, sono diminuite, soprattutto dalla Cina, primo fornitore del settore, con una flessione dell’8,1%. Questi dati evidenziano la necessità di diversificare i mercati e rafforzare la competitività del Made in Italy.

Le strategie per il futuro: sostenibilità e innovazione

Luca Sburlati, presidente di Confindustria moda, ha sottolineato l’importanza di guardare alle opportunità e utilizzare le leve della sostenibilità dell’intelligenza artificiale e della formazione dei giovani. Il settore, che rappresenta il 9,5% dell’occupazione manifatturiera italiana, deve affrontare una trasformazione radicale per mantenere la sua posizione di leadership.

Sburlati ha evidenziato la necessità di un approccio sistemico, coinvolgendo tutti gli attori del settore. Tra le iniziative in corso, spiccano i tavoli verticali di Confindustria moda, che mirano a rafforzare la filiera produttiva e a promuovere l’innovazione. Un piano strategico al 2035 è in fase di sviluppo, con un focus su misure di sopravvivenza a breve termine, innovazione industriale, gestione delle relazioni con l’Europa e l’impatto delle tecnologie sulla supply chain.

La moda italiana sta anche investendo nella formazione e nell’adozione di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, per migliorare la competitività e attrarre i giovani talenti. Questi sforzi sono essenziali per affrontare le sfide attuali e preparare il settore per il futuro.

La Milano Fashion Week e l’innovazione

In un contesto di difficoltà economiche, la Milano fashion week continua a essere un faro di innovazione e creatività. Dal 22 al 28 settembre, la città ospiterà 203 appuntamenti, tra sfilate, presentazioni ed eventi culturali. La manifestazione, che vede la partecipazione di grandi maison e nuovi talenti, rappresenta un’opportunità per mostrare al mondo la vitalità del settore.

Tra gli appuntamenti più attesi, spiccano le sfilate co-ed di Moschino e le presentazioni di nuovi marchi internazionali. La Fashion Week è anche un’occasione per esplorare nuove modalità di fruizione digitale e per promuovere progetti culturali che valorizzano il Made in Italy. Il Fashion Hub di Camera Moda, ospitato a Palazzo Morando, sarà il cuore di questa edizione, con una mostra dedicata ai nuovi talenti della moda italiana.

Attraverso l’innovazione, la sostenibilità e un approccio sistemico, il comparto può guardare al futuro con ottimismo e continuare a essere un pilastro dell’economia nazionale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.