La Fashion Week di Parigi è un palcoscenico di luci, abiti e sogni, ma cosa accade quando la vita irrompe con la sua cruda realtà? Couture il nuovo film di Alice Winocour con Angelina Jolie nei panni di una regista, esplora proprio questo contrasto tra l’apparenza e l’essenza.
Ambientato nel cuore della Settimana della Moda, il film segue tre donne diverse: Maxine, una regista americana interpretata da Jolie, Ada, una giovane modella sudanese, e Angèle, una truccatrice francese. Le loro storie si intrecciano in un mondo dove la perfezione è la norma, ma la vita ha altri piani.
Maxine e la scoperta del cancro
Maxine, interpretata da Angelina Jolie, è una regista chiamata a Parigi per realizzare un film durante la Fashion Week. La sua vita prende una svolta drammatica quando scopre di avere un cancro al seno. La diagnosi arriva in un momento cruciale, mentre è impegnata nella preparazione di una sfilata colossale. La regista deve affrontare non solo la malattia, ma anche le sue paure e insicurezze.
La scelta di Winocour di affrontare questo tema non è casuale. Anche lei ha vissuto un’esperienza simile, e questo rende il film particolarmente personale. Couture diventa così un viaggio intimo e universale, un racconto di fragilità e coraggio che va oltre la moda.
Le connessioni umane
Il film esplora le connessioni tra le tre protagoniste, ognuna delle quali affronta le proprie battaglie. Ada, la giovane modella sudanese, rappresenta la precarietà e la speranza di un futuro migliore. Angèle, la truccatrice, cerca di dare una svolta alla sua vita seguendo il suo sogno di diventare scrittrice.
Queste donne, pur provenendo da mondi diversi, trovano una forma di solidarietà inattesa. In un ambiente spesso dominato dalla competizione, nasce uno spazio di ascolto e comprensione. La moda diventa solo lo sfondo di una storia che parla di vita, amore e resilienza.
Anton e l’amore in tempi difficili
Accanto a Maxine c’è Anton, il direttore della fotografia interpretato da Louis Garrel. Tra i due nasce un rapporto fatto di desiderio, vulnerabilità e vicinanza emotiva. Anton diventa una presenza capace di offrire un rifugio proprio nel momento in cui tutto sembra sfuggire al controllo di Maxine.
Garrel ha raccontato di aver percepito fin dal primo incontro sul set una particolare sintonia con Angelina Jolie, come se i due si conoscessero da sempre. Questa intesa ha reso naturali e autentiche le scene condivise, contribuendo a costruire una Maxine lontana dall’eroina cinematografica tradizionale: fragile, determinata, spaventata e al tempo stesso capace di trovare dentro di sé la forza per andare avanti.
La moda come sfondo
Il film di Winocour evita i cliché del fashion movie patinato. Invece di concentrarsi solo su passerelle e abiti da sogno, entra nei laboratori, nei backstage e nei corridoi della Settimana della Moda, mostrando il lato umano di un mondo in cui creatività, ambizione e vulnerabilità convivono continuamente.
La moda rimane sullo sfondo, ma il vero tema diventa il rapporto con se stessi quando la vita cambia le proprie regole senza chiedere permesso. Il corpo, fino a quel momento strumento del lavoro e dell’identità di Maxine, diventa improvvisamente il luogo di una nuova consapevolezza.
Winocour ha avuto accesso esclusivo ai dietro le quinte di Chanel trasformando la Fashion Week da semplice scenografia a vero e proprio personaggio della storia. Alla fine, non sono gli abiti a rimanere negli occhi, ma le persone e le loro storie.



