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22 Ottobre 2026

Benedetta Boidi, ApritiModa e la rivista Grain: innovazione italiana

Benedetta Boidi vince il Lineapelle, ApritiModa svela cento atelier e gli studenti di Firenze lanciano Grain, nuova voce della moda.

Benedetta Boidi, ApritiModa e la rivista Grain: innovazione italiana

Il 2026 si conferma un anno di svolta per la moda italiana: premi internazionali, iniziative che aprono le porte dell’artigianato e progetti accademici che guardano al futuro si intrecciano in un unico panorama di creatività. Tra le novità più evidenti spiccano la vittoria della giovane stilista Benedetta Boidi al premio Italian Leather Award di Lineapelle, la decima edizione di ApritiModa che coinvolge circa cento laboratori sparsi sul territorio e la presentazione della rivista Grain – Fragments of future fashion, nata dall’università di Firenze in collaborazione con la Fondazione Pin.

La cerimonia di premiazione si è svolta al Garage 21 di Milano, all’interno di Milano Unica, durante la 32ª edizione dell’International Lab of Mittelmoda. Benedetta Boidi, brillante studentessa dell’Accademia Costume & Moda di Roma, ha ricevuto il riconoscimento Italian Leather Award per l’eccellenza nella sostenibilità e nell’innovazione stilistica della pelle. Il premio conferma anche il successo pregresso della designer al concorso “Next Gen Leather Designers”, cui era stato assegnato il premio assoluto in collaborazione con Piattaforma Sistema Moda ETS.

Benedetta Boidi: identità, sperimentazione e pelle sostenibile

Il percorso creativo di Boidi si muove tra moda e costume, attingendo a un archivio personale di viaggi, cinema e arti visive. La sua predilezione per la pelle e il camoscio, combinata con ricami, stampe e trattamenti tessili, trasforma ogni capo in uno strumento narrativo. Il suo linguaggio stilistico fonde tradizione artigianale e spirito sperimentale, creando silhouette che raccontano identità e storie. Il riconoscimento di Lineapelle sottolinea l’allineamento della sua visione con i valori di artigianalità e ricerca di materiali sostenibili sostenuti dal settore conciario italiano.

ApritiModa 2026: cento porte aperte al Made in Italy

Il 24 e 25 ottobre, la decima edizione di ApritiModa ha invitato il pubblico a varcare le soglie di oltre cento atelier, sartorie e manifatture distribuite in tutta Italia. L’iniziativa non è una fiera tradizionale, ma un accesso diretto ai laboratori dove si taglia, si cuce, si tesse e si incide. L’obiettivo è rendere visibile ciò che di solito resta nascosto dietro le etichette: il saper fare italiano raccontato dalla voce dei maestri artigiani.

Come orientarsi tra le cento location

Per chi vuole sfruttare al meglio i due giorni disponibili, tre criteri risultano fondamentali. Il primo è la dimensione geografica: regioni come il distretto tessile di Prato, le concerie venete o le sartorie napoletane offrono contesti storici differenti. Il secondo è il tema di interesse: chi è affascinato dai tessuti può concentrarsi sulle manifatture, mentre chi desidera capire il processo di costruzione del capo troverà risposta nelle sartorie. Il terzo criterio è la rarità dell’accesso; molte realtà aprono le porte solo per ApritiModa, quindi dare loro la priorità garantisce un’esperienza unica che difficilmente si ripeterà.

Grain – il magazine universitario che guarda al futuro della moda

Nel contesto di Prato, presso la Fashion Room, è stato presentato Grain – Fragments of future fashion, il nuovo periodico ideato da studenti dell’Università di Firenze. Il progetto nasce dal seminario “Graphic design for fashion” e coinvolge gli indirizzi di Design tessile e moda e Design sistema moda. Grazie al supporto della Fondazione Pin, la rivista è stata sviluppata da un gruppo di giovani talenti, docenti e professionisti, ed è curata da un team editoriale che ha curato sia i contenuti che la grafica.

Obiettivi e collaborazione con l’industria

Grain vuole creare un ponte tra formazione, ricerca e realtà industriale. Il primo numero affronta temi caldi come la sostenibilità (vera o presunta), l’innovazione e la circolarità, oltre a dedicare uno spazio alla storia del distretto di Prato. Il coinvolgimento di aziende locali e la collaborazione con la Fondazione Pin dimostrano come il percorso formativo possa costruire relazioni durature con il territorio, offrendo ai giovani la possibilità di fare e sperimentare direttamente con il mondo produttivo.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.