Salta al contenuto
19 Ottobre 2026

Mostra The Lens of Time a Roma: occhiali, design e cinema

Una mostra a Palazzo Piacentini illustra l’evoluzione dell’occhiale dal XIII secolo al cinema, con collezioni storiche, contributi di collezionisti e una sezione dedicata alla settima arte.

Mostra The Lens of Time a Roma: occhiali, design e cinema

Dal 14 al 30 ottobre 2026 Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy in via Veneto 33 a Roma, ospita The Lens of Time – Gli occhiali dalle origini al cinema un percorso espositivo che ripercorre la vita di un oggetto diventato simbolo di stile e identità. Promossa da ANFAO in collaborazione con il Museo dell’Occhiale di Pieve di Cadore la mostra unisce pezzi storici, documenti e materiali audiovisivi per raccontare come l’occhiale sia passato da strumento tecnico a icona culturale.

Il progetto, che ha debuttato a Venezia e ha partecipato all’evento MIDO 2026, arriva nella Capitale con un allestimento ampliato: oltre alle cinque sezioni che tracciano l’evoluzione dal XIII secolo fino alle soluzioni contemporanee, l’edizione romana include una specifica sezione dedicata al cinema realizzata con la collaborazione di Steve Della Casa e con materiali concessi dalla Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Palazzo Piacentini, curatela e contributi dei collezionisti

L’esposizione è curata da Alessandra Cusinato e Daniela Zambelli con il progetto espositivo firmato da Roberto Casanova Rosolo. Il percorso deve molto anche ai contributi dei collezionisti Lucio Stramare e Roberto Vascellari che hanno messo a disposizione montature e pezzi rari per ricostruire tappe fondamentali della produzione ottica. L’iniziativa è patrocinata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e nasce con l’intento di valorizzare la filiera dell’eyewear italiano, intrecciando memoria industriale e sperimentazione formale.

La mostra presenta cinque sezioni tematiche che dialogano tra loro: dalla nascita delle prime lenti da lettura all’uso di materiali innovativi nel Novecento, passando per la nascita della produzione nazionale a Calalzo di Cadore nel 1878. Ogni segmento include oggetti originali, fotografie d’epoca, documenti e supporti audiovisivi pensati per restituire la pluralità di funzioni che l’occhiale ha assunto nel corso dei secoli.

Dalla lente al set: la sezione cinema e gli oggetti-icona

La novità romana è l’aggiunta di una sezione dedicata al rapporto tra occhiali e settima arte, curata con il contributo di Steve Della Casa e della Cineteca Nazionale. Qui le montature esposte non sono solo accessori ma strumenti narrativi: sullo schermo definiscono ruoli, segnano trasformazioni interiori e fissano nell’immaginario collettivo volti e stili. Attraverso immagini di scena e fotografie per concessione della Cineteca, il percorso mette in luce come un paio di occhiali possa diventare emblema di un’epoca.

Esempi concreti di montature iconiche

Tra i riferimenti cinematografici figurano montature divenute simboliche per il pubblico: dalle montature italiane associate a figure del cinema d’autore fino agli esempi internazionali che hanno trasformato marchi e modelli in simboli di stile. Il racconto illustra inoltre come la serialità televisiva abbia adottato le stesse strategie: il costume visivo, compreso l’occhiale contribuisce alla riconoscibilità dei personaggi e alla costruzione della loro identità mediatica.

La sezione non si limita all’estetica: documenti e materiali audiovisivi evidenziano il ruolo dell’oggetto nelle scelte produttive e nelle strategie di costume design, mostrando perché alcune montature sono entrate nell’immaginario collettivo e come il cinema abbia amplificato il valore simbolico dell’occhiale.

Storia tecnica, Made in Italy e prospettive contemporanee

Il percorso espositivo affronta anche la storia produttiva dell’occhialeria italiana: si racconta l’avvio dell’industria nel territorio dolomitico e la successiva affermazione internazionale del settore come eccellenza del Made in Italy. Oggetti in tartaruga, pince-nez, lorgnette e montature d’avanguardia dialogano con pannelli che spiegano innovazioni nei materiali e nei processi produttivi, fino ad arrivare a soluzioni contemporanee orientate alla sostenibilità e alla tecnologia indossabile.

La mostra propone una lettura stratificata: non è soltanto cronologia, ma un intreccio di dimensioni sociali, estetiche e industriali. Attraverso un allestimento che combina pezzi originali, fotografie e proiezioni, il visitatore è guidato a comprendere come l’occhiale abbia trasformato il modo in cui vediamo il mondo e come scegliamo di rappresentarci, sia nella vita quotidiana sia sul grande schermo.

La presenza a Roma di questa edizione di The Lens of Time amplia il progetto nato nel 2025, offrendo al pubblico un’occasione gratuita per esplorare la storia di un accessorio che ha saputo coniugare funzionalità, artigianato, design e cultura visiva.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.