Il ritorno di Mina con l’album Dilettevoli inedite eccedenze ha riattivato l’interesse verso un’identità visiva che, nonostante l’assenza dal palcoscenico, rimane impressa nella cultura pop. Il suo make-up si caratterizza per pochi segni estremi: un eyeliner estremamente preciso, la totale assenza di sopracciglia e una treccia rossa che ha attraversato decenni di musica, moda e fotografia.
Questa combinazione non è frutto di una moda passeggera, ma di scelte consapevoli adottate negli anni Sessanta e perfezionate nei anni Settanta. Ogni elemento è stato calibrato per potenziare l’altro, creando un codice visivo che si è dimostrato capace di parlare anche quando Mina ha deciso di ritirarsi dalle luci dei riflettori.
L’eyeliner che ha definito lo sguardo di Mina
Fin dai suoi primi successi, la cantante ha optato per un eyeliner nero tracciato con una precisione quasi chirurgica. La linea non si limita a delineare la ciglia superiore, ma si estende in una mezzaluna lungo la piega della palpebra mobile, creando una profondità che ricorda il chiaroscuro delle pitture barocche. Questo tratto, introdotto negli anni Sessanta è stato reinterpretato più volte, ma ha sempre mantenuto la sua essenza: trasformare lo sguardo in una struttura architettonica.
Il contributo di Stefano Anselmo
Negli ultimi anni, il make-up artist Stefano Anselmo ha amplificato il potere scenico di quel disegno, aggiungendo sfumature di ombra che conferiscono al nero una quasi materia plastica. L’effetto richiama il chiaroscuro: il nero diventa volume, non solo contorno, e l’occhio assume un’impronta quasi pittorica. Questa evoluzione spiega perché l’eyeliner di Mina non sembra legato a una stagione specifica, ma rappresenta una vera e propria firma stilistica.
L’assenza delle sopracciglia: una scelta di Enrico Farina
Durante il periodo televisivo con la Rai il truccatore Enrico Farina suggerì a Mina di eliminare le sopracciglia. L’obiettivo era chiaro: esaltare ulteriormente gli occhi, rendendo lo spazio intorno al loro contorno ancora più netto. La decisione si inserì nella corrente anticonformista della cantante, che non cercava di adeguarsi ai canoni del tempo, ma di crearne di nuovi.
Impatto sul linguaggio visivo
L’assenza delle sopracciglia, un gesto radicale per l’epoca, ha avuto un effetto di riduzione che potenzia il resto del volto. Senza la barriera delle sopracciglia, l’eyeliner diventa l’unico elemento di riferimento, accentuando la tensione tra luce e ombra. Questa logica di sottrazione è stata riproposta in molte interpretazioni contemporanee del make-up, dimostrando la sua capacità di influenzare generazioni successive.
La treccia rossa: dal 2001 alle passerelle internazionali
Un cambiamento visivo importante avvenne con la copertina dell’album In Studio del 2001 quando Mina lasciò le chiome vaporose per una treccia rossa intrecciata da sola. L’accessorio, semplice ma deciso, divenne immediatamente riconoscibile, tanto che il suo utilizzo fu citato in contesti diversi, dalla performance di Achille Lauro a Sanremo fino a una capsule collection di Balenciaga dedicata alla cantante.
Un trucco di backstage
Secondo il racconto di Stefano Anselmo a Vanity Fair durante le registrazioni la mancanza di prodotti per fissare la treccia spinse il team a utilizzare una bibita gassata. Spruzzare Sprite con una spugnetta mantenne la pettinatura in posizione, trasformando un improvviso espediente in leggenda di stile. L’aneddoto ha contribuito a consolidare la treccia rossa come simbolo di ingegno creativo.
Nel Primavera Estate 2027 la Gucci PE 2027 ha riportato il make-up di Sam Visser, ispirandosi al contrasto nero-rosso di Mina, dimostrando ancora una volta la perennità di questi elementi nella moda contemporanea.
L’eyeliner, le sopracciglia assenti e la treccia rossa non sono semplici scelte di tendenza, ma strumenti di comunicazione visiva che hanno saputo attraversare decenni, rimanendo attuali anche nel panorama fashion del 2027.



