Il settore moda delle Marche sta vivendo una profonda trasformazione. Con circa 4.100 imprese, il distretto sta riducendo il numero di aziende ma aumentando la qualità e la capacità di export, soprattutto verso la Francia, che rappresenta il primo mercato di sbocco.
Questa evoluzione è emersa durante una riunione del Direttivo Moda di Confartigianato Marche ad Ancona, dove sono stati discussi i dati dell’Ufficio studi della Confartigianato.
La Francia come mercato chiave
Tra il secondo trimestre del 2026 e il primo trimestre del 2026, le esportazioni marchigiane verso la Francia hanno superato i 340 milioni di euro tra pelle, calzature e abbigliamento. Nel solo comparto pelle-calzature, il mercato francese vale 203,6 milioni di euro, seguito da Germania, Stati Uniti e Cina.
Anche nell’abbigliamento, la Francia si colloca al primo posto con 138,8 milioni di euro, seguita da Germania, Stati Uniti, Spagna e Hong Kong. Questo primato riflette l’integrazione crescente della filiera marchigiana con i grandi gruppi europei del lusso.
La concentrazione delle imprese
Il calo del numero delle imprese non si è tradotto in una flessione dell’occupazione, ma in un processo di concentrazione e riassorbimento da parte di realtà più strutturate. Questo fenomeno è stato evidenziato dal presidente regionale del Direttivo Moda di Confartigianato, Lorenzo Totò, che ha sottolineato l’importanza dell’export come motore fondamentale dell’economia marchigiana.
Totò ha anche segnalato la fragilità storica del distretto, legata alla dipendenza dal conto terzi per grandi marchi internazionali, spesso a scapito della costruzione di brand propri. Le aziende che hanno investito in questa direzione appaiono meno esposte alla volatilità delle commesse esterne.
Le sfide del contesto internazionale
Il contesto internazionale resta complesso, con inflazione, rallentamento dei consumi, tensioni geopolitiche, 4 anni di sanzioni che bloccano il mercato russo, e la pressione competitiva dell’ultra-fast fashion. Questi fattori rendono più difficile la tenuta di un settore che andrebbe supportato da specifiche politiche dalla Commissione europea.
La competitività si gioca sempre più sulla qualità organizzativa, sulla conformità agli standard richiesti dal lusso e sull’affidabilità complessiva della filiera. Luca Corinaldesi, vicepresidente nazionale Moda di Confartigianato e titolare del Ricamificio Filottranese, ha insistito su questo aspetto, sottolineando che l’idea di una micro-impresa artigiana informale o improvvisata non corrisponde più alla realtà di una parte consistente del comparto.
Le aziende che operano nelle filiere di fascia alta sono sottoposte a controlli continui e devono rispettare requisiti produttivi, patrimoniali e legali stringenti. Da qui il richiamo alla legalità come fattore competitivo. Resta decisivo anche il credito, leva essenziale per sostenere organizzazione, innovazione, tecnologia, certificazioni e internazionalizzazione.
Il sostegno della Regione Marche
La Regione Marche ha destinato oltre un milione di euro a fondo perduto per 46 imprese marchigiane operanti nei comparti dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale. Le risorse stanziate consentiranno di finanziare interventi finalizzati sia al rafforzamento delle strutture produttive che allo sviluppo commerciale delle attività.
In particolare, 22 imprese hanno ottenuto il sostegno regionale per la realizzazione di progetti di riqualificazione dei propri laboratori, attraverso interventi di miglioramento degli spazi di lavoro e l’acquisto di macchinari e attrezzature. I progetti ammessi prevedono investimenti per oltre 1,4 milioni di euro, a fronte di un contributo regionale pari a 600mila euro.
Sono 24 le imprese beneficiarie del bando dedicato allo sviluppo commerciale. I contributi consentiranno di sostenere iniziative come la realizzazione di brochure e materiali promozionali, campagne di comunicazione e marketing, partecipazione a fiere e manifestazioni di settore, la creazione o il potenziamento di siti web aziendali. In questo caso, gli investimenti programmati ammontano a circa 662mila euro, sostenuti da un contributo regionale complessivo di 300mila euro.
A queste misure si aggiungono sei iniziative promozionali presentate dalle associazioni imprenditoriali dell’artigianato e dalle amministrazioni locali, finalizzate alla valorizzazione delle produzioni artigianali marchigiane e alla diffusione della conoscenza delle eccellenze del territorio. Per questi progetti la Regione destina ulteriori risorse che portano l’investimento complessivo a oltre un milione di euro.
L’assessore regionale alle Attività produttive Giacomo Bugaro ha spiegato che si tratta di attività che spaziano dalla decorazione all’argenteria e oreficeria, dall’orlatura alla tessitura tradizionale, dall’intarsio alla ceramica, fino a numerose produzioni artigianali legate al mondo della moda e ad altri comparti che spesso si integrano con le principali filiere industriali regionali.



